Attività della psoriasi e alterazioni del sonno, uno studio italiano

Una maggiore attività della psoriasi (PsO) è indipendentemente associata a un’alterazione in specifici domini del sonno, in particolare la latenza del sonno e la disfunzione diurna, piuttosto che alla qualità globale del sonno. Lo evidenzia, sul Journal of Clinical Medicine, un gruppo guidato da Damiano Currado, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, secondo il quale è importante valutare i disturbi del sonno specifici per ambito e integrare questa valutazione nella gestione della psoriasi.

La PsO è una malattia cronica immuno-mediata con un impatto multidimensionale sostanziale, che va oltre il coinvolgimento cutaneo. I disturbi del sonno sono un ambito importante, ma poco esplorato, degli esiti riferiti dai pazienti. Lo studio ha indagato la relazione tra l’attività della PsO e la qualità del sonno, concentrandosi su specifici domini del sonno, e ha valutato se la gravità della malattia fosse un fattore predittivo indipendente della latenza del sonno e della disfunzione diurna.

Per l’indagine, il team ha condotto uno studio trasversale su 136 pazienti con PsO. La gravità della malattia è stata valutata utilizzando il Psoriasis Area and Severity Index (PASI). La qualità del sonno è stata valutata utilizzando il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), mentre la qualità della vita è stata misurata tramite l’SF-36. I pazienti sono stati suddivisi in base alla gravità della malattia (PASI < 10 vs. =10).

La popolazione studiata presentava prevalentemente una bassa attività di malattia (PASI mediano 2). Il punteggio PSQI globale mediano era di 5, indicando un’alterazione del sonno complessiva al limite. I pazienti con PASI = 10 hanno mostrato una latenza del sonno significativamente peggiore (p = 0,01) e una maggiore disfunzione diurna (p = 0,02), mentre non sono state osservate differenze significative nei punteggi PSQI globali. Nelle analisi, infine, un PASI = 10 è rimasto indipendentemente associato a un aumento della latenza del sonno (p =0,032) e della disfunzione diurna (p <0,001), anche dopo aver preso in considerazione i fattori confondenti.

Fonte: J Clin Med, 2026

https://www.mdpi.com/2077-0383/15/11/4198

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