Relazione tra stress psicologico e incidenza del cancro mammario e di altre forme neoplastiche maligne
Sergio Iván Galicia Pacheco e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di esaminare se lo […]
Le variazioni del BMI nel corso della vita possono influenzare il rischio di sviluppare specifiche neoplasie in età adulta. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Obesity Reviews, che ha valutato le traiettorie dell’indice di massa corporea dall’infanzia all’età adulta e la loro associazione con l’incidenza oncologica complessiva e sito-specifica.
Lo studio, condotto da un team internazionale di ricercatori norvegesi, australiani e iraniani, ha incluso 24 studi osservazionali. L’obiettivo era identificare i principali pattern evolutivi del BMI nel corso della vita e confrontare il rischio oncologico dei soggetti che mantengono un peso normale stabile con quello di chi sviluppa progressivamente sovrappeso o obesità.
Rispetto ai soggetti con BMI normale e stabile nel tempo, la traiettoria caratterizzata dal passaggio verso l’obesità è risultata associata a un aumento significativo del rischio per quattro sedi tumorali. L’associazione più marcata è stata osservata per il tumore del rene, con una stima dell’effetto pari a 2,12 (IC 95%: 1,62-2,62), seguita dal tumore del fegato, con 1,78 (IC 95%: 1,26-2,29), dal tumore del pancreas, con 1,34 (IC 95%: 1,25-1,43), e dal carcinoma del colon-retto, con 1,17 (IC 95%: 1,10-1,25).
Al contrario, il confronto tra le diverse traiettorie del BMI e il mantenimento di un peso normale stabile non ha evidenziato associazioni statisticamente significative per il carcinoma della mammella e della prostata.
Nel complesso, la meta-analisi suggerisce che non conta solo il BMI misurato in un singolo momento della vita, ma anche la sua evoluzione nel tempo. Il passaggio progressivo da normopeso a sovrappeso o obesità sembra associarsi a un rischio più elevato per alcuni tumori metabolicamente sensibili, in particolare rene, fegato, pancreas e colon-retto.
Il dato va però interpretato con prudenza. Gli studi inclusi sono osservazionali e le traiettorie del BMI possono riflettere anche altri fattori, come alimentazione, attività fisica, condizioni metaboliche, stato socioeconomico e abitudini di vita. Per questo, non è possibile attribuire automaticamente un rapporto causale diretto alla sola variazione del BMI.
Gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi longitudinali per confermare queste associazioni, chiarire i meccanismi biologici e definire strategie preventive più mirate. Per la pratica clinica e la sanità pubblica, il messaggio è comunque chiaro: prevenire l’aumento progressivo del peso corporeo lungo il corso della vita può rappresentare una leva importante nella riduzione del rischio oncologico, soprattutto per i tumori più strettamente legati al profilo metabolico.
Fonte: Obesity Reviews, 2026
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/obr.13622