BPCO precoce: standardizzare le definizioni per stratificare il rischio

Identificare la BPCO prima che i danni diventino irreversibili è fondamentale per chi ne è affetto. Tuttavia, l’assenza di definizioni standardizzate frena la ricerca clinica e la gestione proattiva dei pazienti. Infatti, sebbene la BPCO precoce sia riconosciuta come la fase iniziale del declino polmonare, uno studio inglese pubblicato nel 2026 su European respiratory review, rivela un panorama frammentato.

Gli autori della revisione sistematica che ha incluso 1759 articoli, hanno riscontrato l’uso di numerosi termini sovrapponibili ma non identici, tra cui spiccano: PRISm (Preserved Ratio Impaired Spirometry), citato in 104 articoli, seguito dallo stadio GOLD 0 (63), Early COPD (37), At-risk COPD (35) e Pre-COPD (30). Tuttavia, le definizioni proposte per la BPCO precoce non vengono adottate sistematicamente nella pratica clinica, rendendo difficile il confronto tra gli studi e l’applicazione di protocolli terapeutici uniformi. Oltre alla questione semantica, i ricercatori hanno isolato i principali fattori predittivi che segnalano l’evoluzione della patologia, tra cui:

Per gli autori esiste quindi un’esigenza impellente di raggiungere un consenso globale su definizioni clinicamente applicabili che descrivano il decorso della malattia prima della diagnosi formale di BPCO. Inoltre, la validazione dei predittori identificati è il passaggio necessario per permettere una reale stratificazione del rischio. Solo attraverso l’identificazione precoce degli individui lungo la loro traiettoria di malattia sarà infatti possibile implementare interventi mirati, capaci di modificare radicalmente l’andamento della patologia o, auspicabilmente, di arrestarne la progressione prima dell’esordio dei quadri clinici più gravi.

Fonte: European respiratory review,2026

https://publications.ersnet.org/content/errev/35/179/250182

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