Screening con TC volumetrica: meno decessi per tumore polmonare dopo 10 anni
Un recente studio cinese, pubblicato nel 2025 sull’International Journal of Chronic Obstructive Pulmonary Disease, mette in evidenza la […]
Dei ricercatori italiani hanno recentemente condotto una revisione sistematica per valutare gli esiti postoperatori dei pazienti con carcinoma polmonare avanzato sottoposti a chirurgia di salvataggio per complicanze tumorali o terapia-correlate.
Lo studio, pubblicato su Thoracic Cancer nel 2025, ha incluso nove articoli per un totale di 64 pazienti. Gli autori hanno considerato come esito primario la sopravvivenza globale, come esiti secondari la morbilità e la mortalità. I risultati mostrano che le indicazioni più comuni per la chirurgia di salvataggio erano ascesso polmonare, polmonite post-ostruttiva, emottisi ed empiema. Le resezioni polmonari eseguite comprendevano: lobectomia (n = 31, 48%), bilobectomia (n = 5, 8%), pneumonectomia (n = 11, 17%), pneumonectomia “sleeve” (n = 15, 23%), lobectomia “sleeve” (n = 1, 2%) e segmentectomia (n = 1, 2%). La sopravvivenza media complessiva è risultati pari a12 mesi, con un tasso di complicanze postoperatorie del 51%. Non sono stati riportati decessi intraoperatori.
Gli autori concludono che la chirurgia di salvataggio, pur rappresentando un intervento ad alto rischio, è tecnicamente fattibile e potenzialmente utile nel controllo di complicanze gravi in pazienti selezionati. Tale approccio può consentire, in alcuni casi, la prosecuzione o il successivo accesso a terapie sistemiche. La valutazione multidisciplinare e l’attenta selezione dei candidati restano comunque fondamentali, considerando la chirurgia di salvataggio come trattamento di ultima istanza da eseguire in centri con esperienza specifica nella chirurgia toracica complessa.
Fonte: Thoracic cancer, 2025
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1759-7714.70151