Costi del cancro: evidenze frammentate e sbilanciate

Le evidenze disponibili sui costi del cancro risultano frammentate e fortemente sbilanciate verso i Paesi ad alto reddito e la fase di trattamento, lasciando ancora incompleta la conoscenza del reale impatto finanziario della malattia sui pazienti, sulle famiglie e sui sistemi sanitari. È quanto emerge da una umbrella review pubblicata nel 2026 dal Journal of Cancer Policy, che ha mappato la letteratura mondiale dedicata ai costi oncologici e alle loro implicazioni in termini di accessibilità, equità e protezione finanziaria.

L’analisi ha incluso 198 revisioni, comprendenti complessivamente 5.784 studi primari e valutazioni dei costi sia a livello individuale sia di sistema sanitario. Le evidenze si sono concentrate prevalentemente nei Paesi ad alto reddito, mentre le regioni a basso reddito, e in particolare l’Africa, sono risultate fortemente sottorappresentate. La prospettiva societaria è stata quella adottata più frequentemente.

Anche le popolazioni e le sedi tumorali analizzate mostrano un marcato squilibrio. L’87% delle revisioni ha riguardato pazienti adulti, mentre soltanto il 2% si è concentrato sui tumori pediatrici. Tra le neoplasie più frequentemente considerate negli studi di costo figurano il carcinoma mammario, presente nel 30% delle revisioni, il tumore del colon-retto nel 26%, quello del polmone nel 23% e quello della prostata nel 21%.

La letteratura risulta inoltre fortemente concentrata sulle prime fasi del percorso oncologico. Il 79% delle revisioni ha preso in esame la fase iniziale del trattamento, mentre soltanto l’8% ha riportato i costi lungo l’intero continuum assistenziale, dalla prevenzione fino alle cure di fine vita.

Gli studi hanno valutato soprattutto i costi medici diretti, tra cui chirurgia, farmaci e ricoveri ospedalieri. Quando veniva adottata una prospettiva societaria, venivano considerati anche i costi indiretti derivanti dalle perdite di produttività e, meno frequentemente, dal carico economico sostenuto dai caregiver.

Solo il 17% delle revisioni ha misurato esplicitamente il burden finanziario del cancro. Tra queste, il 59% ha preso in considerazione la spesa sanitaria catastrofica e il 50% la tossicità finanziaria, problemi documentati soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito.

Nel complesso, secondo gli autori, la letteratura disponibile presenta importanti lacune nella comprensione e nella misurazione dell’accessibilità economica delle cure oncologiche. Le evidenze sono concentrate nei Paesi ad alto reddito e prevalentemente sui costi della fase terapeutica, con il rischio di sottostimare l’intero impatto finanziario della malattia sulle famiglie e sui sistemi sanitari.

Per migliorare l’equità e la protezione finanziaria, gli autori sottolineano la necessità di un’azione coordinata volta a prevenire la spesa sanitaria catastrofica, l’esclusione dalle cure e l’aumento dei costi sostenuti direttamente dai pazienti, insieme a una maggiore standardizzazione degli studi economici e a una più ampia produzione di evidenze nei contesti oggi sottorappresentati.

Fonte: Journal of Cancer Policy. 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2213538326000664?via%3Dihub

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