Interventi di salute digitale sullo stato nutrizionale e sulla qualità della vita in pazienti con tumore del colon-retto

Gli interventi di sanità digitale possono migliorare gli esiti clinici nei pazienti con cancro colorettale (CRC), ma il loro impatto sullo stato nutrizionale (NS) e sulla qualità della vita (QoL) rimane poco chiaro. Un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con la finalità di valutare l’impatto degli interventi di sanità digitale sullo stato nutrizionale e sulla qualità della vita nei pazienti con CRC.

È stata eseguita un’esplorazione sistematica delle banche dati PubMed, Embase, Cochrane e Web of Science, dalla creazione dei database fino a marzo 2026, alla ricerca di studi clinici randomizzati che hanno valutato gli interventi di sanità digitale sullo stato nutrizionale o sulla qualità della vita nel CRC. Due revisori hanno eseguito in modo indipendente lo screening, l’estrazione dei dati e la valutazione del rischio di bias (Cochrane Risk of Bias Assessment Tool [RoB 1.0]).

La metanalisi ha utilizzato un modello a effetti casuali per calcolare le differenze medie standardizzate (SMD) o le differenze medie (MD) con intervalli di confidenza al 95%. L’eterogeneità è stata valutata utilizzando I² e t², e le analisi per sottogruppi (durata dell’intervento, metodo di intervento e tipo di scala) hanno esplorato le fonti di eterogeneità. Il sistema GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development, and Evaluation) è stato utilizzato per la qualità delle prove. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 11 studi clinici randomizzati provenienti da 7 Paesi, per un totale di 1.210 partecipanti di età compresa tra 37,7 e 69,0 anni.

La metanalisi mostra che gli interventi di sanità digitale non hanno un effetto significativo sul miglioramento dello stato nutrizionale (MD 2,23, IC al 95% da -10,50 a 14,97; P = 0,27), con un’alta eterogeneità (I² = 81,8%). L’analisi complessiva della qualità della vita mostra che gli interventi di sanità digitale migliorano significativamente la qualità della vita dei pazienti (SMD 0,67, IC al 95% da 0,14 a 1,21; P = 0,02), con un’ampiezza dell’effetto moderata, ma vi è un’alta eterogeneità (I² = 92,9%; t² = 0,5146; intervalli di previsione al 95% da -1,04 a 2,38).

L’analisi per sottogruppi indica che, in termini di durata dell’intervento, l’effetto non è significativo nel gruppo con durata pari o inferiore a 1 mese, mentre è significativo nei gruppi con durata compresa tra 1 e 3 mesi e superiore a 3 mesi, sebbene non vi sia significatività statistica nelle differenze tra i sottogruppi (P = 0,67); in termini di metodi di intervento, il gruppo con intervento guidato presenta un effetto significativo e assenza di eterogeneità (SMD 1,16, IC al 95% da 1,05 a 1,28; I² = 0%, t² = 0, P = 0,97), l’effetto del gruppo con intervento non supervisionato è pari a zero e l’effetto del gruppo con intervento combinato è instabile, con differenze significative tra i sottogruppi (P < 0,001).

In termini di tipi di scala, i diversi strumenti di misurazione della qualità della vita esercitano una certa influenza sull’ampiezza dell’effetto, ma le differenze tra i sottogruppi non sono significative (P = 0,99). Gli Autori concludono che gli interventi di sanità digitale hanno un effetto moderato sul miglioramento della qualità della vita nei pazienti con CRC, in particolare quando vengono impiegati interventi guidati, il cui effetto risulta più chiaro e stabile. Ciò identifica in modo innovativo i “modelli di intervento guidato” come un fattore moderatore chiave dell’efficacia, in contrasto con le precedenti revisioni focalizzate unicamente sulla tecnologia. I risultati forniscono nuove prove che evidenziano l’importanza del supporto interpersonale nelle applicazioni di sanità digitale. Nella pratica, gli strumenti digitali dovrebbero integrare la guida e la supervisione medica professionale, anziché essere implementati in isolamento, al fine di migliorare più efficacemente gli esiti per la salute nei pazienti con CRC.

Fonte: J Med Internet Res. 2026

https://www.jmir.org/2026/1/e87866

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