Fattori di rischio correlati all’incidenza del cancro del polmone nei non fumatori
Il tumore del polmone è la principale causa di mortalità per cancro a livello globale. Sebbene sia spesso associato al […]
Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione sistematica e una meta-analisi con lo scopo di valutare il controllo locale del tumore (LTC) a un anno dalla crioablazione percutanea per neoplasie polmonari e identificare il protocollo procedurale e le caratteristiche del paziente o del tumore associati a risultati migliori.
È stata condotta un’esplorazione sistematica delle banche dati PubMed, Embase e Web of Science. L’esito primario è il controllo locale a un anno. Gli esiti secondari includono l’identificazione dei fattori associati al successo del trattamento e i tassi aggregati di eventi avversi, analizzando variabili quali la durata del congelamento, il numero di cicli e le caratteristiche del tumore. I dati sono stati aggregati utilizzando un modello a effetti casuali, mentre la meta-regressione è stata impiegata per analizzare i fattori che influenzano l’LTC. Diciannove studi (786 pazienti, 1.048 tumori) hanno mostrato un tasso di controllo locale del 90,5% a un anno. La meta-regressione multivariata indica che le dimensioni ridotte del tumore sono significativamente associate a un miglior controllo locale. L’analisi univariata evidenzia inoltre che risultati superiori sono legati a protocolli di triplo congelamento-scongelamento (rispetto al doppio), a una durata inferiore del primo congelamento, a una durata maggiore dell’ultimo congelamento e alla conclusione della procedura con un ciclo di scongelamento. L’incidenza di eventi avversi gravi (grado CTCAE =3) è del 4,9%, con il pneumotorace come complicanza più comune (28% dei casi).
Gli Autori concludono che la crioablazione percutanea si dimostra altamente efficace nel controllo dei tumori polmonari. Un migliore controllo locale a un anno è associato a tumori di dimensioni ridotte e all’impiego di un protocollo a triplo ciclo, caratterizzato da un congelamento iniziale breve seguito da fasi successive più lunghe. Questi risultati forniscono una base fondata sui dati per standardizzare le tecniche di crioablazione.
Fonte: J Vasc Interv Radiol. 2026
https://www.jvir.org/article/S1051-0443(25)00661-X/fulltext