Emopoiesi clonale di potenziale indeterminato nelle persone con HIV

Tra le persone con infezione da HIV di una coorte scandinava, più di uno su quattro aveva almeno una mutazione riconducibile ad emopoiesi clonale a potenziale indeterminato (CHIP), un processo collegato all’invecchiamento. Tuttavia, non vi erano evidenze di associazione tra CHIP e marcatori infiammatori o tra CHIP e malattia coronarica. A mostrarlo, su AIDS, sono Andreas Knudsen e colleghi dell’Università di Copenhagen, in Danimarca.

La CHIP è associata ad infiammazione e rischio di malattia coronarica. Per valutare l’impatto di questa condizione nei pazienti con HIV, il team ha preso in considerazione lo studio Copenhagen Comorbidity in HIV Infection (COCOMO), dal quale ha incluso 190 individui dai 55 anni in su. La CHIP è stata definita come una presenza di frazione allelica variante oltre il 2%, mentre la malattia coronarica è stata classificata in tre livelli in base alla lesione più grave dell’arteria coronarica all’angiografia.

Nell’intera popolazione considerata, sono state evidenziate 62 mutazioni tra 49 partecipanti, pari al 26%. I tre geni più mutati erano DNMT3A, TET2 e ASXL1, che rappresentavano, rispettivamente, il 49%, il 25% e il 16% delle mutazioni.

 Fonte: AIDS 2023

https://www.researchgate.net/publication/375721152_Clonal_hematopoiesis_of_indeterminate_potential_in_Persons_living_with_HIV

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