Sperimentazione animale. Ema avvia un progetto pilota sui dati delle nuove metodologie alternative
L’EMA ha avviato un nuovo progetto pilota di invio volontario dei dati, Voluntary Data Submission, dedicato alle Nuove […]
Oltre a trattare le manifestazioni cutanee, nelle persone con psoriasi è importante gestire l’obesità e le altre comorbilità associate, che potrebbero richiedere un approccio biopsicosociale. È quanto evidenzia un team guidato da Berkay Temel, dell’Ankara Training and Research Hospital, in Turchia, che ha pubblicato uno studio su Cutis.
Scopo dell’indagine era esaminare e identificare i fattori associati ai disturbi alimentari nei pazienti con psoriasi e il loro impatto sullo sviluppo dell’obesità in questa popolazione. Il team ha raccolto, su 82 partecipanti con psoriasi, informazioni demografiche tra cui indice di massa corporea (BMI), Eating Attitude Test (EAT-26), Dermatology Life Quality Index (DLQI), Attitude Scale for Healthy Nutrition (ASHN) e Depression Anxiety Stress Scale 21 (DASS-21).
In base al BMI, il 26,8% dei partecipanti aveva un peso normale, il 36,6% era sovrappeso e il 43,9% era obeso. Il punteggio medio PASI, invece, era di 5,4, e il 54,9% dei partecipanti aveva psoriasi ungueale e il 24,4% aveva artrite psoriasica. La durata media della psoriasi era di 153 mesi. I punteggi medi di stress e ansia erano significativamente più bassi (p <0,01) nel gruppo normopeso rispetto ai gruppi sovrappeso e obeso. Di contro, non vi era alcuna differenza significativa tra i gruppi sovrappeso e obeso in base al punteggio medio di ansia. Infine, per quel che riguarda la valutazione comparativa dei punteggi EAT-26, i ricercatori hanno riscontrato differenze statisticamente significative tra i punteggi EAT-26 correlati a sesso (p =0,04), BMI (p =0,02) e punteggi di depressione (p <0,01), ansia (p <0,01) e stress (p <0,01).
Fonte: Cutis 2024