Obesità infantile e adolescenziale. Lanciate le prime linee guida globali dell’Oms
Sì a interventi strutturati dietetici, attività fisica e cambiamenti comportamentali, somministrati individualmente o come parte di un programma […]
Uno studio longitudinale pubblicato da Scientific Reports ha esaminato la complessa relazione tra attività quotidiane, lavoro e salute in un campione di lavoratori di età compresa tra 50 e 66 anni. La ricerca ha seguito da vicino 45 partecipanti impiegati in diversi settori nell’arco di un anno intero. I soggetti hanno compilato periodicamente questionari di autovalutazione (PROMs) relativi a stress lavorativo (BJSQ), benessere al lavoro (WWQB), benessere mentale generale (WEMWBS) e qualità del sonno (PSQI). In aggiunta, sono stati raccolti dati da attigrafi indossati al polso durante tre periodi di monitoraggio di circa 35-40 giorni ciascuno.
Complessivamente sono state analizzate 1901 registrazioni PROMs e 5258 giornate di dati attigrafici, ricavando 55 misurazioni relative ad attività fisica, sonno e variabilità diurna. I ricercatori hanno valutato le associazioni tra i questionari e i parametri attigrafici mediante correlazioni e modelli ad effetti misti. L’analisi ha evidenziato fortissime associazioni tra gli item dedicati allo stress lavorativo, il punteggio WEMWBS e l’indice generale PSQI, confermando l’impatto di specifici aspetti lavorativi sul sonno e sul benessere complessivo. I dati attigrafici hanno individuato problemi di qualità del sonno, inclusi risvegli e disturbi, nella maggior parte dei partecipanti. I modelli ad effetti misti hanno mostrato che le misurazioni del sonno derivate da attigrafia sono fortemente associate al benessere mentale e alla qualità del sonno autodichiarata, fornendo informazioni complementari ai PROMs.
Gli autori concludono che l’integrazione tra report longitudinali sul lavoro e monitoraggio attigrafico offre indicazioni personalizzate utili sulla salute, suggerendone l’impiego nei futuri sistemi di monitoraggio sanitario per promuovere l’invecchiamento sano.
Fonte: Sci Rep, 2026
https://www.nature.com/articles/s41598-026-58229-z