Diagnosi dei tumori cutanei: l’IA migliora l’accuratezza clinica
Alcuni ricercatori in Iran e Stati Uniti hanno condotto una revisione ad ombrello, pubblicata su International journal of dermatology nel […]
Un gruppo di ricerca cinese ha pubblicato su European radiology nel 2026 un articolo che ha confrontato la PET/TC con [18F]FDG e la TC nella valutazione della risposta all’immunoterapia e nella previsione degli esiti clinici in pazienti con melanoma avanzato. L’obiettivo dello studio era verificare, in modo sistematico, quale delle due metodiche di imaging risultasse più efficace nel distinguere i pazienti che raggiungono una risposta completa (CR) da quelli che non la raggiungono (non-CR), e quanto questa classificazione fosse in grado di predire sopravvivenza ed eventi clinici nel tempo.
Pertanto, gli autori hanno incluso 15 studi, per un totale di 952 pazienti. I risultati mostrano differenze marcate tra le due metodiche: l’HR combinato per la PET è stato pari a 4,10 (intervallo di confidenza, IC 95% = 2,71–6,19), mentre per la TC si è attestato a 1,25 (IC 95% = 0,63–2,46). Il dato più critico riguarda la discordanza PET−/TC+: il tasso è elevato, 48% (IC 95%: 42–53%), suggerendo che la TC tende frequentemente a classificare come malattia attiva condizioni che in realtà riflettono infiammazione residua o fibrosi. Al contrario, l’assenza di casi PET+/TC− (0%, IC 95%: 0–3%) sottolinea l’elevata specificità della PET nel riconoscere veri tumori residui.
Nel complesso, le evidenze supportano la priorità della PET/TC con [18F]FDG rispetto alla sola TC nella valutazione post-immunoterapia del melanoma avanzato. Nel confronto diretto, la PET/TC ha dimostrato capacità predittive superiori sia per la risposta al trattamento sia per gli esiti di sopravvivenza, offrendo indicazioni più affidabili a supporto delle decisioni cliniche. In futuro bisognerà eseguire ulteriori studi per approfondire la ricerca sul tema.
Fonte: European radiology, 2025
https://link.springer.com/article/10.1007/s00330-025-11864-y