Microbioma tumorale: come i batteri influenzano la risposta all’immunoterapia

Il microbioma tumorale sta emergendo come uno dei fattori più interessanti nello studio della risposta ai trattamenti immunoterapici. Una revisione pubblicata su Bulletin du Cancer ha analizzato il ruolo del microbiota residente nel tessuto tumorale, evidenziando come la presenza di specifiche comunità batteriche possa modulare l’ambiente immunologico locale e influenzare l’efficacia degli inibitori dei checkpoint immunitari.

La review ha incluso 17 studi focalizzati sul microbiota non intestinale presente in diverse tipologie di tumore, tra cui melanoma, tumori della mammella, del polmone, del pancreas, dell’esofago, dello stomaco e del colon-retto. L’analisi ha preso in esame parametri immunologici chiave come l’infiltrazione dei linfociti T, i profili citochinici e l’espressione di molecole coinvolte nei meccanismi di immune escape, tra cui PD-L1.

Dai dati emergono tre principali modalità attraverso cui i batteri intratumorali possono influenzare la risposta immunitaria. In alcuni casi, specifiche specie microbiche favoriscono l’attivazione del sistema immunitario, promuovendo la presentazione dell’antigene e la polarizzazione verso un fenotipo Th1, con effetti potenzialmente favorevoli sulla risposta antitumorale. In altri contesti, invece, il microbiota contribuisce a un ambiente immunosoppressivo, stimolando il reclutamento di cellule T regolatorie e il rimodellamento dello stroma tumorale. Infine, segnali derivati dai batteri possono interferire con i meccanismi dei checkpoint immunitari, inducendo uno stato di esaurimento funzionale delle cellule T e modificando la sensibilità ai trattamenti.

Le evidenze indicano inoltre che queste interazioni non sono casuali, ma dipendono dal tipo di tumore e mostrano una distribuzione spaziale specifica all’interno del microambiente tumorale.

Nel complesso, il microbiota locale emerge come una componente distinta e potenzialmente rilevante del tumore. Secondo gli autori, l’integrazione della profilazione microbica nelle strategie di immuno-oncologia potrebbe contribuire all’identificazione di nuovi biomarcatori, migliorare la stratificazione dei pazienti e supportare lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi.

Resta tuttavia necessario chiarire i meccanismi molecolari alla base di queste interazioni e validarne il ruolo clinico, per tradurre queste evidenze in applicazioni concrete nell’ambito dell’immunoterapia di precisione.

Fonte: Bulletin du Cancer, 2026

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0007455125005077?via%3Dihub

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