Oncologia pediatrica: personalizzazione della terapia nutrizionale
I protocolli di chemioterapia intensiva e il trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT) nei pazienti pediatrici oncologici portano spesso a […]
L’attività fisica è associata a una riduzione del rischio di linfedema correlato al cancro (CRL). È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su JNCI Cancer Spectrum, condotta da un gruppo di ricercatori con sede in Australia, Danimarca e Svezia.
Lo studio ha analizzato 17 lavori pubblicati tra il 2002 e il 2024, per un totale di 2.739 partecipanti. La maggior parte delle evidenze disponibili (88%) riguarda il linfedema degli arti superiori in pazienti trattati per carcinoma mammario, mentre una quota più limitata di studi ha incluso il coinvolgimento degli arti inferiori.
I risultati indicano un’associazione tra attività fisica e riduzione del rischio di CRL: i soggetti coinvolti in programmi di esercizio presentano una probabilità inferiore del 29% di sviluppare linfedema rispetto ai controlli (RR: 0,71; IC 95%: 0,53–0,96).
Un elemento di interesse riguarda la modalità di esercizio. Le analisi di sottogruppo suggeriscono che il beneficio sia osservabile con diverse tipologie di allenamento e che possa essere mantenuto anche in contesti non supervisionati, sebbene con un grado variabile di evidenza.
Nonostante la prevalenza di dati relativi al carcinoma mammario, i risultati indicano un potenziale effetto favorevole anche in altri contesti oncologici, che richiederà tuttavia ulteriori conferme.
Nel complesso, i dati suggeriscono che l’attività fisica possa rappresentare un intervento utile nella prevenzione del linfedema oncologico. Sono tuttavia necessari ulteriori studi randomizzati e controllati per definire con maggiore precisione l’efficacia nei diversi setting clinici e nei differenti profili di rischio.
Fonte: JNCI cancer spectrum,2026
https://academic.oup.com/jncics/article/10/2/pkag013/8506916