Probiotici e tumori ginecologici: possibile riduzione della tossicità da radioterapia

L’integrazione di probiotici potrebbe contribuire a ridurre la tossicità gastrointestinale indotta dalla radioterapia nelle pazienti con tumori ginecologici. È quanto emerge da una revisione sistematica pubblicata su American Journal of Obstetrics and Gynecology, che ha analizzato le evidenze disponibili sull’impiego di probiotici e prebiotici in questo contesto clinico.

L’analisi ha incluso 9 studi randomizzati controllati per un totale di 663 pazienti, prevalentemente affette da carcinoma della cervice e dell’endometrio. I risultati indicano che l’uso di probiotici è associato a una riduzione significativa dell’incidenza e della gravità della diarrea indotta dalle radiazioni, oltre a un minor ricorso a farmaci antidiarroici.

Alcuni studi suggeriscono inoltre possibili benefici sul recupero della funzionalità intestinale in ambito post-operatorio, anche se le evidenze in questo setting risultano più limitate. Dal punto di vista biologico, sono stati osservati segnali di miglioramento della barriera intestinale, pur in assenza di modifiche consistenti nella composizione globale del microbioma.

Il profilo di sicurezza appare favorevole, con eventi avversi rari e generalmente lievi. Tuttavia, gli autori sottolineano che l’eterogeneità degli studi — in termini di ceppi utilizzati, dosaggi e popolazioni — limita la possibilità di trarre conclusioni definitive e di trasferire immediatamente questi risultati nella pratica clinica standard.

Attualmente mancano inoltre dati sull’impatto dei probiotici sugli esiti oncologici, come sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale, così come sull’interazione con chemioterapia e immunoterapia.

Nel complesso, i probiotici rappresentano un approccio promettente per la gestione della tossicità gastrointestinale da radioterapia, ma saranno necessari studi più rigorosi e mirati ai singoli ceppi per definirne con precisione ruolo, efficacia e sicurezza, in particolare nelle pazienti immunocompromesse.

Fonte: American Journal of Obstetrics and Gynecology,2026

https://www.ajog.org/article/S0002-9378(25)00715-X/abstract

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