Oncologia pediatrica: personalizzazione della terapia nutrizionale

I protocolli di chemioterapia intensiva e il trapianto di cellule staminali emopoietiche (HSCT) nei pazienti pediatrici oncologici portano spesso a gravi complicazioni quali la mucosite e la disfunzione immunitaria. Un numero crescente di prove indica che tali complicanze sono strettamente legate allo stato nutrizionale del paziente e alla composizione del microbioma intestinale che subisce una profonda destabilizzazione a causa della terapia citotossica e dell’uso di antibiotici.

Un gruppo di ricercatori ha eseguito una revisione narrativa con la finalità di valutare criticamente lo stato attuale delle conoscenze sull’interazione tra disbiosi intestinale, profili metabolomici — con particolare enfasi sugli acidi grassi a catena corta (SCFA) — e tossicità legata al trattamento nei pazienti pediatrici, delineando inoltre i percorsi verso una terapia nutrizionale personalizzata. Sono stati esplorati con attenzione i database PubMed/MEDLINE, Embase, Cochrane Library, e altre banche dati, alla ricerca di studi specifici clinici e preclinici pubblicati tra gennaio 2015 e ottobre 2025. Il focus riguarda i cambiamenti nella composizione del microbioma, le correlazioni tra metaboliti di origine intestinale e gravità delle complicanze (sepsi, malattia del trapianto contro l’ospite [GvHD], mucosite), nonchè gli effetti di interventi nutrizionali mirati (probiotici, prebiotici, postbiotici e trapianto di microbiota fecale [FMT]). L’analisi dimostra che il trattamento oncologico pediatrico porta a una marcata riduzione della diversità microbica, inclusa la perdita di taxa protettivi di Clostridiales (come il Faecalibacterium), accompagnata da una crescita eccessiva di patobionti appartenenti ai Proteobacteria. Il profilo metabolomico indica che bassi livelli di SCFA (ad esempio, butirrato < 20-50 µmol/g) rappresentano un forte predittore di mucosite grave, neutropenia prolungata e aumento del rischio di sepsi. Gli interventi volti a ripristinare l’eubiosi e a potenziare la produzione di SCFA mostrano il potenziale per rafforzare la barriera intestinale, modulare la risposta immunitaria e consentire il mantenimento dell’intensità di dose relativa (RDI) pianificata per la chemioterapia, riducendo cosî la tossicità del trattamento.

Gli Autori concludono che la profilazione del microbioma intestinale e la metabolomica fecale rappresentano promettenti strumenti prognostici nell’oncologia pediatrica. È urgente proseguire la ricerca impiegando approcci basati sulle scienze “omiche” per sviluppare protocolli nutrizionali precisi e personalizzati. Tali strategie, inclusi i postbiotici e l’FMT, potrebbero minimizzare gli effetti avversi legati alla terapia e migliorare gli esiti clinici a lungo termine nei piccoli pazienti.

Fonte: Children, 2026

https://www.mdpi.com/2227-9067/13/2/293

Potrebbe interessarti

Contenuti simili

I più visti