Nutrizione parenterale nel cancro avanzato: nessun impatto negativo su introito orale e piacere di mangiare

Uno studio multicentrico francese pubblicato nel 2026 su Clinical Nutrition ESPEN chiarisce che la nutrizione parenterale supplementare non sembra compromettere né l’introito spontaneo di cibo né il piacere di mangiare nei pazienti oncologici con malattia avanzata. La ricerca è una sotto-analisi di un più ampio trial randomizzato controllato, condotto in 13 centri oncologici francesi, e ha valutato il comportamento alimentare di 89 pazienti con cancro avanzato, malnutriti ma con funzione gastrointestinale conservata.

I partecipanti erano stati assegnati in rapporto 1:1 a due gruppi: il primo ha ricevuto nutrizione parenterale supplementare associata all’alimentazione orale standard, mentre il secondo ha seguito esclusivamente un regime di alimentazione orale. L’apporto alimentare è stato valutato al basale e dopo un mese attraverso il richiamo alimentare delle 24 ore, mentre il piacere legato all’alimentazione è stato misurato con il punteggio SEFI, acronimo di Self-Evaluation of Food Intake.

Nell’intera coorte, l’introito energetico giornaliero medio è aumentato in modo significativo, passando da 986 ± 475 kcal al basale a 1082 ± 420 kcal dopo un mese, con un valore di p pari a 0,02. Parallelamente, il punteggio SEFI è rimasto stabile, indicando che il supporto nutrizionale non ha ridotto il piacere di alimentarsi. Al basale, inoltre, è stata osservata una correlazione positiva significativa tra punteggio SEFI e rapporto tra introito calorico ed esigenze energetiche stimate.

Analizzando separatamente i due bracci, i pazienti trattati con sola alimentazione orale hanno mostrato un incremento significativo dell’apporto calorico medio, da 1009 ± 476 a 1224 ± 474 kcal, con p = 0,045. In questo gruppo è aumentato anche il ricorso agli integratori nutrizionali orali, passato dal 19% al 65%, con p = 0,01. Nel gruppo trattato con nutrizione parenterale supplementare, invece, l’introito orale è rimasto sostanzialmente stabile, passando da 859 ± 437 a 856 ± 234 kcal, con p = 0,71. Frequenza dei pasti, consumo di snack e piacere di mangiare non hanno mostrato variazioni significative né nella popolazione complessiva né nei singoli bracci.

Gli autori concludono che la nutrizione parenterale supplementare non ha un impatto negativo sull’introito alimentare orale né sul piacere di mangiare nei pazienti malnutriti con cancro avanzato e funzione intestinale conservata. Il dato è clinicamente rilevante perché rassicura sull’impiego della nutrizione parenterale come opzione di supporto nutrizionale in pazienti selezionati, senza il timore che questo intervento riduca ulteriormente il comportamento alimentare spontaneo.

Fonte: Clinical nutrition, 2026

https://www.clinicalnutritionespen.com/article/S2405-4577(25)03218-8/fulltext

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