Melanoma clitorideo: sì alla chirurgia conservativa e al follow-up lungo

Una revisione sistematica italo-tedesca, pubblicata sul Journal of Personalized Medicine nel 2026, fa il punto sul melanoma clitorideo primario. Si tratta di una neoplasia estremamente rara e complessa: l’assenza di un sistema di stadiazione specifico e la scarsità di linee guida standardizzate rendono necessaria una gestione terapeutica fortemente personalizzata. Lo studio ha analizzato 15 casi clinici raccolti da 10 pubblicazioni precedenti. I dati emersi delineano un quadro clinico preciso:

Sul fronte del trattamento, la chirurgia è stata la scelta costante per tutte le pazienti, anche se la gestione dei linfonodi è risultata molto variabile tra i diversi centri. Quasi nullo, invece, l’utilizzo della terapia adiuvante. L’esito clinico evidenzia un tasso di recidiva preoccupante: recidivati quasi un terzo delle pazienti, ripresentandosi in certi casi anche a distanza di oltre 10 anni dall’intervento iniziale. Un dato che impone un follow-up estremamente prolungato.

Date le implicazioni anatomiche e funzionali del clitoride, l’orientamento attuale si muove verso una chirurgia conservativa: l’approccio raccomandato è l’escissione locale ampia con preservazione dell’organo, associata alla biopsia del linfonodo sentinella bilaterale per migliorare l’accuratezza della stadiazione. Sebbene i nuovi approcci terapeutici di tipo molecolare e immunologico aprano prospettive promettenti per il futuro, la definizione di linee guida condivise resta subordinata alla conduzione di futuri studi prospettici multicentrici, indispensabili per incrementare la consapevolezza clinica e migliorare la diagnosi precoce.

Fonte: Journal of personalized medicine, 2026

https://www.mdpi.com/2075-4426/16/2/70

Potrebbe interessarti

Contenuti simili

I più visti