Cancro alla prostata: nutrizione e stili di vita per mitigare gli effetti dell’ADT
Nel percorso di vita dei pazienti con carcinoma prostatico, la gestione delle comorbilità metaboliche e cardiovascolari assume un ruolo sempre […]
Una recente revisione sistematica ha analizzato il rischio di neoplasie a lungo termine nei pazienti affetti da scoliosi idiopatica adolescenziale (AIS). L’indagine, focalizzata sulle coorti storiche, suggerisce che l’aumento dell’incidenza oncologica osservato in passato sia in gran parte attribuibile alle metodiche radiografiche utilizzate, caratterizzate da livelli di esposizione significativamente più elevati rispetto agli standard attuali.
Pubblicato su Spine Deformity nel 2026, lo studio ha analizzato i principali database scientifici internazionali, coprendo un arco temporale a partire dal 1947. Sono stati inclusi esclusivamente pazienti con diagnosi di scoliosi entro i 20 anni, escludendo le forme congenite o secondarie, e valutando parametri quali incidenza, rischio e mortalità oncologica.
Dall’analisi di sette studi condotti in Stati Uniti, Australia, Danimarca e Paesi Bassi emerge un incremento del rischio di carcinoma mammario nelle coorti storiche, in particolare negli studi statunitensi. Tale evidenza appare associata alle pratiche radiografiche del passato, mentre non sono emerse evidenze solide a supporto di un ruolo determinante di fattori genetici.
Sotto il profilo metodologico, gli studi presentano alcuni limiti, tra cui bias di selezione e una parziale mancanza di controllo per variabili confondenti. Un elemento rilevante è che la maggior parte dei dati disponibili deriva da periodi antecedenti al 1990, quando l’esposizione radiologica era significativamente più elevata rispetto agli attuali protocolli clinici, suggerendo che questo fattore rappresenti il principale elemento esplicativo del rischio osservato.
La revisione sottolinea quindi la necessità di nuovi studi basati sulla pratica clinica contemporanea. In particolare, risulta rilevante valutare l’impatto delle moderne tecnologie di imaging a bassa dose o non ionizzanti, come il sistema EOS e la risonanza magnetica, per definire con maggiore precisione il rischio oncologico nelle popolazioni attuali.
Fonte: Spine deformity, 2025
https://link.springer.com/article/10.1007/s43390-025-01176-y