Dieta EAT-Lancet: minore rischio di incidenza e mortalità per cancro
L’aderenza al modello alimentare EAT-Lancet, noto come Planetary Health Diet (“dieta della salute planetaria”), è stata associata a un minor rischio di […]
Nonostante i progressi dell’oncologia, persistono importanti disuguaglianze negli esiti del carcinoma mammario tra popolazioni indigene e non indigene. Una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su The Breast (journal) evidenzia un dato rilevante: a fronte di un’incidenza spesso inferiore, le donne indigene presentano un rischio di mortalità più elevato.
Lo studio ha analizzato 61 ricerche condotte prevalentemente in Paesi ad alto reddito, tra cui Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Canada, con ulteriori contributi da America Latina. I risultati mostrano che i tassi di incidenza aggiustati per età nelle popolazioni indigene risultano generalmente inferiori rispetto alle non indigene, sebbene con una significativa variabilità tra i diversi contesti geografici.
Sul fronte della mortalità, emerge invece un divario consistente: l’hazard ratio aggiustato (aHR) è pari a circa 1,3, indicando un rischio di morte per tumore al seno superiore di circa il 30% nelle donne indigene rispetto alle altre pazienti. La disparità risulta più marcata in Oceania (aHR 1,5) rispetto al Nord America (aHR 1,1).
L’analisi temporale mostra un lieve miglioramento negli anni più recenti (2018–2023, aHR 1,2) rispetto al periodo precedente (2013–2017, aHR 1,4), ma il gap rimane significativo. Gli autori sottolineano inoltre come la comprensione completa del fenomeno sia limitata dalla scarsa disponibilità di dati specifici sulle popolazioni indigene nei database internazionali.
Nel complesso, i risultati suggeriscono che le disuguaglianze negli esiti non dipendono dalla sola frequenza della malattia, ma riflettono probabilmente differenze nell’accesso allo screening, nella diagnosi precoce e nella qualità delle cure. Per ridurre questo divario, sarà necessario rafforzare i programmi di prevenzione e migliorare l’equità nei percorsi assistenziali, oltre a promuovere studi più rappresentativi a livello globale.
Fonte: The Breast, 2026
https://www.thebreastonline.com/article/S0960-9776(26)00052-4/fulltext