Sopravvissuti al cancro alla prostata: effetti della dieta e dello stile di vita sugli esiti clinici

Un’equipe di ricercatori ha effettuato una revisione sistematica con lo scopo di determinare se i modelli alimentari, gli stili di vita e i relativi indici adottati dopo la diagnosi siano associati agli esiti clinici del tumore alla prostata (PCa). Obiettivo finale è quello di definire le strategie basate sull’evidenza per la gestione dei sopravvissuti e la prevenzione secondaria. Sono stati inclusi nell’analisi uomini adulti (età = 18 anni) con diagnosi di tumore alla prostata. La ricerca ha riguardato trial clinici e studi di coorte focalizzati su progressione del tumore, recidiva, mortalità specifica per tumore alla prostata (PCSM) e cinetica del PSA. La mortalità per tutte le cause (ACM) è stata considerata solo se accompagnata da endpoint specifici per il tumore alla prostata. Sono stati consultati i database PubMed, Embase e Cochrane Library alla ricerca di lavori pertinenti, pubblicati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2005 e il 3 maggio 2025, che hanno valutato l’esposizione individuale a diete o stili di vita post-diagnosi attraverso indici alimentari o compositi.

Titoli e abstract sono stati vagliati da 2 revisori indipendenti, con valutazione dei testi completi eseguita in duplicato. Alla fine, gli esperti hanno selezionato complessivamente 21 studi. Sebbene non vi sia un consenso unanime, diverse ricerche suggeriscono che il consumo di alimenti di origine vegetale, l’adozione di diete e stili di vita sani (come definiti nello studio), e la riduzione di cibi infiammatori o ad alto potenziale insulinemico, possano potenzialmente ridurre il rischio di progressione del tumore e di PCSM.  Inoltre, i dati indicano che dieta mediterranea, Healthy Eating Index e modelli alimentari prudenti, insieme a comportamenti salutari e alle raccomandazioni del World Cancer Research Fund/American Institute of Cancer Research, sono correlati a un minor rischio di mortalità per tutte le cause (ACM).

Al contrario, il modello alimentare occidentale e il consumo di alimenti ad alto potenziale insulinemico sono associati a un aumento del rischio di ACM. Gli Autori concludono che le evidenze attuali suggeriscono che abitudini alimentari sane combinate con stili di vita corretti (astensione dal fumo, attività fisica regolare, mantenimento di un peso salutare) possano ridurre la progressione del tumore alla prostata e la mortalità generale, con alcune evidenze riportate anche per la mortalità specifica. Sono necessari ulteriori studi di coorte e d’intervento più robusti, con follow-up più lunghi e un maggior numero di eventi di mortalità specifica. L’integrazione di principi di dieta e stile di vita sani dovrebbe essere considerata parte integrante delle cure post-diagnosi per i pazienti con tumore della prostata. Il team, infine, fornisce ai professionisti sanitari una tabella riassuntiva con le raccomandazioni su dieta e stile di vita.

Fonte: J Urol. 2026

https://www.auajournals.org/doi/10.1097/JU.0000000000004855

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