Sorveglianza radiologica per le sopravvissute al cancro della mammella

Il tumore maligno della mammella è una neoplasia diffusa a livello mondiale e il crescente numero di sopravvissute richiede una sorveglianza post-trattamento sempre più accurata per migliorarne gli esiti clinici. Il monitoraggio radiologico, in particolare la mammografia, è essenziale per la diagnosi precoce; tuttavia, esistono disparità nell’accuratezza e nell’efficacia delle diverse modalità di imaging.

Ajeng Viska Icanervilia  e i suoi collaboratori hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle tecniche di sorveglianza radiologica per le pazienti sopravvissute al tumore mammario, concentrandosi sull’accuratezza diagnostica e sulla riduzione della mortalità. Sono stati inclusi studi che hanno valutato la sorveglianza radiologica (mammografia, ecografia, risonanza magnetica [RM] e tomosintesi digitale mammaria). È stata condotta un’esplorazione bibliografica approfondita dei database Medline, Cochrane Central Register of Controlled Trials e Scopus. I dati relativi a sensibilità, specificità, accuratezza e mortalità sono stati estratti e sintetizzati utilizzando un modello a effetti casuali. Il rischio di bias è stato valutato tramite la Newcastle-Ottawa Scale e lo strumento QUADAS-2. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 18 documenti che hanno soddisfatto i criteri di inclusione, 8 dei quali sono stati inseriti nella meta-analisi. La sorveglianza mammografica ha mostrato una sensibilità dell’81%, una specificità del 71% e un’accuratezza del 76%. È stata inoltre riscontrata una riduzione del 50% del rischio di mortalità associata al monitoraggio mammografico (OR 0,50). L’eterogeneità è risultata elevata per l’analisi della mortalità, mentre è rimasta bassa per quella della sensibilità. La risonanza magnetica ha mostrato una sensibilità (91%) e una specificità (82%) superiori rispetto all’ecografia e alla mammografia.

Gli Autori concludono che, sebbene la sorveglianza mammografica presenti un’accuratezza diagnostica inferiore rispetto a quella osservata nella popolazione sottoposta a screening preventivo, essa riduce considerevolmente la mortalità tra le sopravvissute al tumore della mammella. L’uso di modalità di imaging aggiuntive, come la risonanza magnetica, può migliorare la diagnosi precoce. Sono necessari protocolli di sorveglianza standardizzati e ulteriori ricerche per ottimizzare il monitoraggio post-trattamento e i risultati a lungo termine per le pazienti.

Fonte: Asian Pac J Cancer Prev. 2026

https://journal.waocp.org/article_92087.html

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