Virus antichi nei batteri potrebbero diventare modelli per nuovi antivirali

Un gruppo di ricercatori della Penn State University ha scoperto che batteri contenenti virus antichi e inattivi — chiamati “profagi criptici” — usano questi “fossili virali” come linea di difesa contro nuove infezioni da parte di virus “fagi”. Lo studio, pubblicato da Nucleic Acids Research, ha rivelato che queste sequenze virali dormienti non sono semplici residui genetici, ma elementi attivi che i batteri riescono a “riattivare” per proteggersi.

Il meccanismo si basa su una proteina ricombinasi, denominata PinQ: quando un virus tenta di attaccare il batterio, PinQ induce una inversione di un segmento del DNA batterico, generando due nuove proteine “chimera” denominate Stf. Queste proteine bloccano l’ingresso del virus impedendo l’adesione alla superficie batterica e l’iniezione del materiale genetico, neutralizzando così l’infezione.

In laboratorio, i ricercatori hanno potenziato la produzione delle proteine Stf in ceppi di E. coli e hanno poi esposto i batteri a virus: la soluzione risultante mostrava una ridotta torbidità, segno che molti virus erano stati neutralizzati. Questo dimostra il potenziale del sistema come modello naturale di “antivirus batterico”.

Secondo gli autori, questa scoperta apre prospettive importanti: nel contesto della crescente resistenza agli antibiotici, sistemi come questo potrebbero offrire

Fonte: Nucleic Acids Research, 2025

https://academic.oup.com/nar/article/53/19/gkaf1041/8287591

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