Sorveglianza radiologica per le sopravvissute al cancro della mammella
Il tumore maligno della mammella è una neoplasia diffusa a livello mondiale e il crescente numero di sopravvissute richiede una […]
Nell’ambito della chirurgia colorettale, il numero di interventi eseguiti ogni anno da un ospedale può influenzare la mortalità postoperatoria. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori cinesi con una meta-analisi effettuata per valutare il rapporto tra volume di attività e outcome clinici e individuare eventuali soglie utili a definire un ospedale “ad alto volume”. Gli autori hanno incluso 45 studi che analizzavano l’associazione tra volume ospedaliero e mortalità postoperatoria nei pazienti sottoposti a resezione del colon o del retto per neoplasia colorettale. L’analisi ha preso in considerazione sia il confronto tra strutture a più alto e più basso volume di attività, sia la relazione continua tra numero di interventi eseguiti e rischio di morte postoperatoria.
I risultati, pubblicati sull’International Journal of Surgery nel 2025, sono coerenti e clinicamente rilevanti: nei centri ad alto volume il rischio di mortalità postoperatoria si riduce del 27% per la resezione del colon e del 25% per la resezione del retto rispetto agli ospedali a basso volume. Inoltre, emerge una chiara correlazione inversa tra volume di attività e mortalità: all’aumentare del numero di interventi eseguiti, il rischio di morte postoperatoria diminuisce, sia per il colon sia per il retto. Un dato particolarmente interessante riguarda la chirurgia del retto: il rischio e il tasso di mortalità tendono a stabilizzarsi quando l’ospedale esegue almeno 30 resezioni rettali all’anno. Questa soglia non è stata invece identificata per la resezione del colon, dove la relazione tra volume e outcome appare più graduale e priva di un punto di plateau definito.
Pertanto, i risultati rafforzano l’ipotesi che l’esperienza organizzativa e chirurgica dei centri ad alto volume si traduca in un beneficio concreto per i pazienti. In particolare, per il tumore del retto, la soglia di 30 interventi annui può rappresentare un riferimento operativo per definire un centro ad alto volume e orientare scelte di programmazione sanitaria.
Fonte: International journal of surgery,2025