Fiducia e aderenza in oncologia: il peso di trust, mistrust e distrust

Fiducia, sospetto e diffidenza non sono concetti sovrapponibili nella relazione tra paziente oncologico e professionista sanitario. Una revisione sistematica pubblicata su Psycho-Oncology ha analizzato il ruolo di trust, mistrust e distrust nei percorsi di cura oncologica, evidenziando come questi tre costrutti possano influenzare in modo diverso l’esperienza del paziente, il processo decisionale e l’aderenza ai trattamenti.

La revisione ha incluso 44 studi condotti negli Stati Uniti e pubblicati fino a febbraio 2025. L’obiettivo era chiarire in che modo fiducia, sfiducia e diffidenza incidano sulla relazione paziente-operatore sanitario in oncologia e quali conseguenze possano avere sui comportamenti di cura.

Dalla sintesi narrativa emerge che un alto livello di trust, cioè di fiducia, è associato a una migliore percezione della competenza del professionista sanitario e a una maggiore disponibilità del paziente ad accettare un processo decisionale guidato dal medico. Tuttavia, la fiducia non si traduce automaticamente in una maggiore aderenza terapeutica, né in una partecipazione più attiva del paziente alle decisioni.

Il quadro appare diverso per mistrust e distrust. Sebbene meno studiati rispetto alla fiducia, questi due costrutti risultano più direttamente collegati a comportamenti di ridotta aderenza alle cure. In particolare, la presenza di sospetto, diffidenza o sfiducia verso il professionista, l’istituzione sanitaria o il sistema di cura può ostacolare la continuità terapeutica, ridurre l’accettazione delle raccomandazioni cliniche e compromettere la qualità della relazione assistenziale.

La revisione sottolinea inoltre una lacuna rilevante nella letteratura: molti studi disponibili si basano su campioni poco diversificati e non sempre distinguono in modo chiaro tra fiducia interpersonale nel singolo professionista, sfiducia verso l’assistenza ricevuta e diffidenza più ampia verso il sistema sanitario.

Nel complesso, i dati indicano che costruire fiducia resta essenziale, ma non sufficiente. In oncologia è altrettanto importante riconoscere e affrontare attivamente mistrust e distrust, perché sono questi atteggiamenti negativi a incidere in modo più diretto sull’aderenza e sulla continuità delle cure.

Gli autori sottolineano quindi la necessità di studi più ampi e rappresentativi, capaci di includere popolazioni diverse e di valutare il ruolo delle varie figure professionali coinvolte nel percorso oncologico. Per la pratica clinica, il messaggio è chiaro: migliorare la relazione di cura non significa solo “aumentare la fiducia”, ma anche intercettare precocemente sfiducia, diffidenza e barriere relazionali che possono allontanare il paziente dal trattamento.

Fonte: Psycho-Oncology, 2026

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pon.70456?af=R

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