Persiste il divario di genere nei trial clinici anche nella BPCO

La presenza delle donne all’interno delle sperimentazioni cliniche, anche per quanto riguarda quelle relative alla BPCO, rimane insufficiente. È quanto emerge da una sistematica analisi degli studi controllati randomizzati (RCT) pubblicati tra il 2010 e il 2024, volta a valutare se le prove terapeutiche su cui si basa la medicina moderna siano effettivamente generalizzabili all’intera popolazione. Per quantificare questa discrepanza, i ricercatori hanno esaminato 190 trial clinici focalizzati su interventi farmacologici. Lo strumento chiave della ricerca è stato l’Enrollment Disparity Difference (EDD), un parametro che sottrae la prevalenza reale della malattia (basata sui dati del Global Burden of Disease) alla percentuale di donne effettivamente arruolate nei test.

I risultati, pubblicati su International journal of chronic obstructive pulmonary disease nel 2026, delineano un quadro di sistematica sottorappresentazione: le donne costituiscono mediamente solo il 31,7% dei partecipanti. Il valore dell’EDD aggregato si è attestato a -0,21, confermando un distacco netto tra la realtà clinica e la demografia dei trial. L’analisi ha inoltre evidenziato un’estrema eterogeneità (I2 = 100%), suggerendo che i criteri di selezione variano drasticamente a seconda del contesto. La disparità non è però uniforme in tutto il mondo. I divari più profondi sono stati riscontrati in Asia e Africa, mentre il Nord e il Sud America hanno mostrato una maggiore vicinanza all’equità di genere. Un altro fattore determinante è l’età: lo studio rivela che più i pazienti arruolati sono anziani, maggiore è l’esclusione delle donne, con un tasso di peggioramento statisticamente significativo legato all’avanzare degli anni. Al contrario, variabili come la fonte di finanziamento (pubblica o privata), la dimensione del campione o la tipologia di farmaco testato non hanno influenzato in modo rilevante i livelli di partecipazione femminile. C’è, tuttavia, una nota cautamente positiva. I modelli di meta-regressione temporale indicano un trend di miglioramento lento ma costante. Proiettando questi dati fino al 2026, si osserva una traiettoria di crescita nella rappresentanza femminile, segno di una crescente consapevolezza nel mondo scientifico.

Nonostante si registrino passi avanti, il divario di genere nella ricerca sulla BPCO rimane una criticità aperta. Garantire una rappresentanza equa non è solo una questione di inclusività, ma un requisito scientifico essenziale per produrre evidenze terapeutiche che riflettano fedelmente la complessità di tutti i pazienti.

Fonte: International journal of chronic obstructive pulmonary disease, 2026

https://www.dovepress.com/underrepresentation-of-women-in-copd-pharmacologic-trials-relative-to–peer-reviewed-fulltext-article-COPD

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