Cancro alla prostata: nutrizione e stili di vita per mitigare gli effetti dell’ADT
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L’assunzione di folati non risulta associata a una riduzione statisticamente significativa del rischio di carcinoma mammario. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2026 su Molecular Nutrition & Food Research, che ha indagato la relazione tra apporto di folati e rischio oncologico nelle donne adulte.
Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori brasiliani, ha incluso 11 studi osservazionali (coorti e caso-controllo) focalizzati sull’assunzione alimentare di folati e sull’uso di supplementi. I risultati dei singoli studi sono apparsi eterogenei: nella maggior parte dei casi (8 studi su 11) è stata osservata un’associazione inversa tra maggiore apporto di folati e rischio di tumore al seno.
Un singolo studio ha inoltre descritto una relazione non lineare di tipo U-shaped, suggerendo che l’effetto dei folati possa variare in funzione dei livelli di assunzione. Tuttavia, tre studi non hanno evidenziato alcuna associazione significativa.
Nel complesso, la sintesi quantitativa della meta-analisi non ha mostrato un’associazione statisticamente significativa tra assunzione di folati e rischio di carcinoma mammario, evidenziando una discrepanza tra i risultati dei singoli studi e quelli aggregati.
Alla luce dell’eterogeneità delle evidenze e dell’assenza di un effetto significativo, gli autori concludono che il ruolo dei folati nella prevenzione del tumore al seno rimane incerto. Sono pertanto necessari ulteriori studi per chiarire se, e in quali condizioni, questa associazione possa avere rilevanza clinica.
Fonte: Molecular nutrition & food research, 2025
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mnfr.70354