Asma e gravidanza: il controllo terapeutico previene le complicanze perinatali
Un controllo inadeguato dell’asma durante la gravidanza rappresenta un fattore critico che può incrementare significativamente il rischio di complicanze ostetriche […]
Un’esposizione prenatale molto elevata a sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) è risultata associata a una maggiore incidenza di asma infantile. è la conclusione cui è arrivato, su PLoS Medicine, un gruppo coordinato da Annelise Blomberg, della Lund University, in Svezia.
L’esposizione precoce a PFAS può avere un impatto sullo sviluppo polmonare e del sistema immunitario e aumentare il rischio di asma infantile, ma non sono stati condotti studi su una popolazione altamente esposta. Obiettivo della ricerca era stimare le associazioni tra l’esposizione prenatale alle PFAS e l’incidenza di asma e respiro sibilante nell’infanzia, su bambini esposti a PFAS attraverso l’acqua potabile contaminata da schiuma filmogena acquosa (AFFF). Il team ha preso in considerazione 11.488 bambini, seguiti dalla nascita fino all’età di 12 anni. Dall’indirizzo della madre, i ricercatori hanno valutato l’esposizione prenatale a PFAS attraverso l’acqua potabile.
Durante il follow-up, al 18% dei bambini è stato diagnosticato il respiro sibilante e al 17% l’asma. Un’esposizione prenatale molto elevata ai PFAS è risultata associata all’incidenza di asma (HR: 1,44, IC 95% [1,08, 1,92]), mentre non sono state osservate associazioni per i gruppi con esposizione elevata o intermedia o per il respiro sibilante.
Inoltre, l’incidenza cumulativa stimata di asma è stata del 16,1% nel gruppo poco esposto a PFAS e del 26,7% nel gruppo esposto a livelli molto elevati (p <0,001).
Fonte: PLoS Medicine, 2026
https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1004659