Strategie nutrizionali di modulazione del microbiota intestinale nel cancro del colon-retto
Il tumore del colon-retto (CRC) rappresenta quasi il 10% dei casi di cancro a livello globale ed è la seconda […]
L’infezione da papillomavirus umano (HPV) potrebbe avere un ruolo più ampio di quanto finora ipotizzato anche oltre il tratto anogenitale. Una recente revisione sistematica con meta-analisi, pubblicata nel 2026 su International Journal of Surgery, ha rilevato un’associazione significativa tra HPV e cancro colorettale (CRC). Lo studio suggerisce che la presenza del virus nei tessuti colorettali sia associata a una maggiore probabilità di riscontro della neoplasia, aprendo nuove prospettive di ricerca sul possibile contributo virale alla carcinogenesi colorettale.
L’analisi ha incluso 20 studi di caso-controllo, finalizzati a valutare la prevalenza dell’infezione da HPV nei pazienti con CRC rispetto ai controlli, per un totale di 1.424 casi di CRC e 1.363 controlli. I dati aggregati indicano un odds ratio (OR)per l’associazione tra infezione da HPV e CRC pari a 2,39 (IC 95%: 1,69-3,09), in assenza di eterogeneità significativa (I² = 0%), a supporto di un’associazione statisticamente solida.
Dall’indagine emergono anche differenze rilevanti nei sottogruppi. Dal punto di vista geografico, l’associazione è risultata più marcata negli studi condotti in Asia, dove l’OR sale a 3,73. Un effetto più elevato è stato osservato anche negli studi basati su tessuti fissati in formalina e inclusi in paraffina (FFPE), con OR pari a 3,56. Inoltre, gli studi focalizzati esclusivamente sul genotipo HPV16 hanno mostrato dimensioni dell’effetto superiori rispetto a quelli che analizzavano genotipi misti o non specificati. La meta-regressione ha confermato il ruolo di area geografica e gruppo genotipico come modificatori significativi dell’effetto.
Nel complesso, gli autori concludono che esiste un legame significativo tra infezione da HPV e CRC, ipotizzando un possibile ruolo oncogeno del virus anche oltre il tratto anogenitale. Tuttavia, questi risultati non dimostrano da soli un rapporto causale e non bastano, allo stato attuale, a giustificare protocolli clinici di screening dedicati. Piuttosto, rafforzano la necessità di ulteriori studi per chiarire il significato biologico dell’HPV nel tumore colorettale e per valutare se il profilo virale possa avere un futuro impiego nella stratificazione del rischio o nella prevenzione mirata.
Fonte: International Journal of Surgery, 2026