Miosteatosi e carcinoma colorettale: impatto su chirurgia e sopravvivenza

Un gruppo di ricercatori ha analizzato se la presenza di miosteatosi, valutata prima dell’intervento, influenzi gli esiti clinici dopo la chirurgia per carcinoma colorettale (CRC) e la sopravvivenza dei pazienti affetti da CRC. Lo studio, una revisione sistematica, si è posto tre obiettivi principali:

descrivere le definizioni e i metodi utilizzati per misurare la miosteatosi;

valutare l’associazione tra miosteatosi e complicanze postoperatorie successive all’intervento chirurgico per CRC — incluse le complicanze complessive, quelle gravi definite come Clavien-Dindo di grado 3 o superiore, la deiscenza anastomotica e la durata della degenza ospedaliera — nei pazienti con CRC sia non metastatico sia metastatico;

analizzare l’impatto della miosteatosi sugli esiti di sopravvivenza a lungo termine nel CRC non metastatico, considerando la sopravvivenza globale, la sopravvivenza cancro-specifica e la sopravvivenza libera da malattia.

Dopo l’analisi di 54 studi, i risultati pubblicati sull’International Journal of Colorectal Disease nel 2026 hanno evidenziato una marcata eterogeneità nei metodi di misurazione della miosteatosi, riflesso dell’assenza di criteri diagnostici condivisi e di protocolli uniformi per l’acquisizione delle immagini. Nonostante questa variabilità, è emerso un quadro coerente per quanto riguarda la sopravvivenza globale: le evidenze di buona qualità indicano una chiara associazione negativa tra miosteatosi e sopravvivenza globale. Tale associazione risulta particolarmente consistente nei pazienti con carcinoma del colon, nei quali la miosteatosi è correlata anche a una riduzione della sopravvivenza libera da malattia. Al contrario, nel carcinoma del retto le associazioni con gli esiti di sopravvivenza appaiono meno uniformi. Per quanto riguarda gli esiti postoperatori, la miosteatosi si associa in modo significativo a un aumento delle complicanze gravi, definite come Clavien-Dindo di grado 3 o superiore, soprattutto nei pazienti sottoposti a chirurgia per carcinoma del colon. Le evidenze relative ad altri esiti postoperatori — come le complicanze complessive, la deiscenza anastomotica e la durata della degenza ospedaliera — risultano invece limitate e caratterizzate da risultati incoerenti, oltre che da una generale scarsità di studi di elevata qualità.

Nel complesso, la revisione conferma che la miosteatosi è associata negativamente alla sopravvivenza globale, con effetti particolarmente consistenti nel carcinoma del colon, e suggerisce un legame anche con un aumento delle complicanze postoperatorie gravi. Tuttavia, l’interpretazione dei risultati risulta condizionata dal rischio di bias e dall’eterogeneità dei metodi di misurazione e delle analisi statistiche adottate. Gli autori sottolineano, infine, la necessità di studi futuri mirati a standardizzare i protocolli di acquisizione delle immagini e i criteri diagnostici, al fine di chiarire in modo definitivo il ruolo prognostico della miosteatosi nel carcinoma colorettale.

Fonte: International journal of colorectal disease, 2026

https://link.springer.com/article/10.1007/s00384-025-05061-y

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