Il cancro del colon è in aumento tra i giovani adulti
Il cancro colorettale è stato a lungo considerato una patologia che colpisce principalmente gli adulti più anziani. Questa convinzione sta […]
L’incidenza del cancro del colon-retto a esordio precoce (EOCRC) diagnosticato prima dei 50 anni è in aumento a livello globale, parallelamente all’aumento del consumo di cibi ultraprocessati (UPF).
Uno studio pubblicato su JAMA Oncology ha mostrato che nelle donne, un maggiore consumo di UPF sarebbe associato a un aumento del rischio di adenomi del colon-retto a esordio precoce. Questi dati evidenziano l’importante ruolo degli UPF nella tumorigenesi del colon-retto a esordio precoce e supportano il miglioramento della qualità della dieta come strategia per contrastare questa forma di cancro. L’indagine è stata coordinata da Chen Wang, della Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston (USA).
Per la ricerca sono state prese in considerazione le partecipanti al Nurses’ Health Study II, seguite dal 1991 al 2015. L’assunzione di UPF, derivata da questionari sulla frequenza alimentare somministrati ogni 4 anni, è stata classificata in base alle porzioni giornaliere e al consumo energetico.
Tra le 29.105 partecipanti (età media [DS], 45,2 [4,5] anni), in un follow-up di oltre 24 anni sono stati documentati 1.189 casi di adenomi a esordio precoce e 1.598 lesioni serrate. Inoltre, le donne con un’assunzione maggiore di UPF presentavano un rischio aumentato di adenomi a esordio precoce (quintile più alto vs più basso: AOR, 1,45; IC al 95%, 1,19-1,77; p complessivo < 0,001). L’analisi con funzione spline ha mostrato un’associazione non lineare per gli adenomi convenzionali, con un plateau a 7–8 porzioni al giorno di UPF, ma nessuna relazione dose-risposta per le lesioni serrate.
Tra i sottogruppi di UPF, un maggiore consumo di bevande dolcificate artificialmente (quintile 5 vs quintile 1: AOR 1,21; IC 95% 1,01–1,46; P = .01) è stato associato a un aumento del rischio di adenoma convenzionale a insorgenza precoce, sebbene non sia stato individuato alcun singolo gruppo alimentare responsabile dell’associazione complessiva con gli UPF.
I risultati sono stati confermati anche dopo aver preso in considerazione l’indice di massa corporea, il diabete di tipo 2, i fattori dietetici (fibre, folati, calcio e vitamina D) e il punteggio dell’Alternative Healthy Eating Index–2010.
In conclusione, la presente ricerca suggerisce che migliorare la qualità della dieta e ridurre l’assunzione di UPF potrebbe costituire una strategia preventiva per ridurre il numero crescente di adenomi del colon-retto a esordio precoce.
Fonte: JAMA Oncology 2025
https://jamanetwork.com/journals/jamaoncology/article-abstract/2841354