Tumore ovarico: ctDNA promettente per la diagnosi precoce
L’impiego del DNA tumorale circolante (ctDNA) rappresenta un’area di crescente interesse per superare alcune delle limitazioni dello screening del carcinoma […]
L’età della madre al momento del parto potrebbe influenzare il rischio di carcinoma mammario nella prole femminile. Lo evidenzia un gruppo di ricercatori spagnoli in una meta-analisi pubblicata sulla rivista Maturitas nel 2026, che ha aggiornato le evidenze sull’associazione tra esposizioni prenatali e sviluppo della patologia.
Secondo gli autori, mentre l’età materna avanzata risulta associata a un aumento del rischio di carcinoma mammario nelle figlie, altre variabili legate al periodo gestazionale — come età paterna, età gestazionale, gemellarità e preeclampsia — non hanno mostrato associazioni statisticamente significative.
Lo studio è nato dalla necessità di fare chiarezza su una letteratura scientifica finora inconcludente riguardo all’impatto dei fattori peri-natali sul rischio futuro di carcinoma mammario. Su 52 studi analizzati, i risultati hanno evidenziato un’associazione significativa tra aumento dell’età materna e incremento del rischio di tumore mammario nella prole femminile, con una bassa eterogeneità tra gli studi inclusi (I² = 10,7%; P = 0,26).
Al contrario, non sono emerse associazioni significative con età paterna, età gestazionale, gravidanze gemellari o preeclampsia.
In conclusione, gli autori affermano che, sebbene l’età materna avanzata si confermi un elemento rilevante nell’anamnesi del rischio, la complessità delle dinamiche intrauterine richiede ulteriori approfondimenti, in particolare per quanto riguarda il possibile ruolo della preeclampsia.
Fonte: Maturitas, 2026
https://www.maturitas.org/article/S0378-5122(26)00056-3/fulltext