IVR e tumori gastrointestinali: risultati promettenti su ansia, dolore e degenza.

La realtà virtuale immersiva, IVR, può rappresentare un supporto non farmacologico promettente nella gestione dei sintomi dei pazienti con tumori gastrointestinali. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi di studi randomizzati controllati pubblicata sul Journal of Medical Internet Research, che ha valutato l’impatto della IVR su ansia, dolore, qualità di vita, conoscenze, parametri vitali e durata della degenza.

La meta-analisi ha incluso 14 RCT, per un totale di 837 pazienti adulti con tumori del colon-retto, fegato, esofago, stomaco, pancreas e vie biliari. Gli interventi di IVR comprendevano scenari immersivi, giochi interattivi, modelli anatomici e moduli cognitivo-comportamentali, somministrati soprattutto nei periodi perioperatorio e chemioterapico.

I risultati mostrano una riduzione significativa dell’ansia, con SMD -0,58 (IC 95%: da -0,95 a -0,20; P=0,01), e del dolore, con SMD -0,75 (IC 95%: da -1,48 a -0,03; P=0,04). L’analisi dei sottogruppi suggerisce che l’effetto ansiolitico sia più marcato quando la IVR viene utilizzata durante il trattamento attivo e con sessioni di durata pari o superiore a 20 minuti.

La IVR è risultata associata anche a una riduzione significativa della durata della degenza ospedaliera, con una differenza media di -4,11 giorni rispetto ai controlli (IC 95%: da -7,39 a -0,82; P=0,03).

Non sono invece stati osservati effetti statisticamente significativi sulla qualità della vita, sull’acquisizione di conoscenze o sui parametri vitali. Questo dato suggerisce che il beneficio della IVR sia al momento più solido sulla gestione sintomatologica immediata, in particolare ansia e dolore, che su outcome più ampi o di lungo periodo.

Il risultato va interpretato con prudenza. Gli autori segnalano eterogeneità moderata-alta, rischio di bias in diversi studi e certezza dell’evidenza da bassa a molto bassa secondo GRADE. Inoltre, gli intervalli di predizione sono ampi e includono il valore nullo, indicando che l’effetto reale in futuri contesti clinici potrebbe variare in modo significativo.

Nel complesso, la IVR appare una strategia interessante da integrare nei percorsi perioperatori e chemioterapici dei pazienti con tumori gastrointestinali, soprattutto come supporto per ansia e dolore. Tuttavia, prima di formulare raccomandazioni definitive, saranno necessari trial più ampi, meglio disegnati, con protocolli standardizzati e follow-up più lunghi.

Fonte: Journal of Medical Internet Research, 2026

https://www.jmir.org/2026/1/e86808

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