OSA e CPAP: nessun impatto significativo sul rischio di cancro incidentale
Il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno (OSA) tramite la pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP) non riduce in modo […]
Nei bambini con asma da moderata a grave (MSA), un’elevata risposta broncodilatatoria (BDR) è risultata associata in modo indipendente a un peggiore controllo dell’asma e a un profilo infiammatorio sistemico distinto che coinvolge mediatori T2 e non-T2. La BDR, dunque, può fungere da marker per la fenotipizzazione dell’asma. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Pediatric Allergy and Immunology da un gruppo coordinato da Nariman Metwally, dell’Università di Amsterdam, nei Paesi Bassi.
La BDR è una caratteristica clinica fondamentale nell’asma infantile, ma la sua relazione con la fisiopatologia dell’asma non è del tutto chiara. Lo studio ha esaminato le associazioni tra BDR, controllo della malattia e citochine/chemiochine sieriche in bambini con MSA. La BDR è stata valutata in 140 bambini tra 6 e 17 anni (41% femmine) della coorte SysPharmPediA utilizzando le linee guida ERS/ATS 2022 (?FEV1 >10% del valore previsto) e lo z-score (ΔFEV1-z-score >0,78) post-broncodilatatore. Inoltre, sono state misurate 39 proteine sieriche, escludendo le proteine con più del 40% di valori mancanti nei campioni.
I risultati dello studio hanno evidenziato che i bambini con BDR alto (21%) presentavano una probabilità significativamente maggiore di asma non controllato (OR aggiustato ˜ 3,22, IC 95%: 1,07-11,3) e un maggior numero di esacerbazioni gravi nell’ultimo anno rispetto a quelli con BDR basso (70% vs. 46%, p < 0,05). I bambini con BDR alto, inoltre, mostravano livelli sierici elevati di IL-13, IL-4, TNF-a, IL-6, IL-7, IL-8, IL-1ß e MMP-1.
Fonte: Pediatric Allergy and Immunology 2026
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/pai.70392