Melanoma avanzato: PET/TC con [18F]FDG supera la TC dopo immunoterapia
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Alcuni conservanti alimentari di uso comune, presenti in molti cibi industriali, sono associati a un lieve aumento del rischio di cancro. A suggerirlo è un ampio studio francese pubblicato da The BMJ, basato sui dati di oltre 100.000 persone seguite per più di dieci anni.
I ricercatori hanno analizzato il consumo di 17 diversi conservanti. Nel complesso non emerge un legame tra l’uso totale di additivi e il cancro, ma alcuni composti specifici mostrano associazioni significative. Tra questi ci sono il sorbato di potassio, usato in prodotti da forno confezionati, formaggi e salse; i solfiti, presenti in vino, frutta secca e bevande; il nitrito di sodio e il nitrato di potassio, impiegati soprattutto nelle carni lavorate come salumi e insaccati.
Secondo lo studio, un consumo più elevato di sorbato di potassio è associato a un aumento del rischio complessivo di cancro e di tumore della mammella, mentre il nitrito di sodio risulta legato a un rischio più alto di tumore della prostata. I solfiti e i nitrati mostrano associazioni simili, seppur di entità moderata.
Durante il periodo di osservazione, oltre 4.200 partecipanti hanno sviluppato un tumore, inclusi più di 1.200 casi di cancro al seno e oltre 500 alla prostata. Undici dei 17 conservanti analizzati, invece, non mostrano alcuna relazione con l’incidenza oncologica.
Gli autori precisano che lo studio è osservazionale e non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma sottolineano che i risultati sono coerenti con precedenti ricerche di laboratorio che indicano possibili effetti di alcuni conservanti su infiammazione, sistema immunitario e danni cellulari.
Fonte: BMJ, 2026
https://www.bmj.com/content/392/bmj-2025-084917