Screening mammografico: l’ecografia aggiuntiva riduce i tumori al seno avanzati nel lungo termine

L’aggiunta dell’ecografia alla mammografia riduce l’incidenza cumulativa del carcinoma mammario in stadio avanzato nelle donne tra 40 e 49 anni. Lo indicano i dati a lungo termine di un’analisi secondaria prespecificata del trial randomizzato Japan Strategic Anti-cancer Randomised Trial, J-START, pubblicata su The Lancet.

Lo studio ha valutato se l’integrazione dell’ecografia allo screening mammografico fosse in grado non solo di aumentare la diagnosi di tumori mammari, come già emerso dall’analisi principale, ma anche di ridurre nel tempo le diagnosi di malattia avanzata, definita come carcinoma mammario in stadio II o superiore secondo la classificazione TNM.

Il trial ha coinvolto 72.661 donne asintomatiche di età compresa tra 40 e 49 anni, senza storia pregressa di carcinoma mammario, incluso carcinoma in situ, né di altri tumori nei cinque anni precedenti, e con aspettativa di vita superiore a cinque anni. Le partecipanti sono state assegnate a due round di screening biennale: 36.723 donne nel gruppo ecografia più mammografia e 35.938 nel gruppo mammografia sola.

Con un follow-up mediano di 11,4 anni nel gruppo di intervento e 11,3 anni nel gruppo di controllo, sono stati diagnosticati 894 carcinomi mammari nel braccio ecografia più mammografia e 843 nel braccio mammografia sola. Tra questi, i tumori in stadio avanzato sono stati 234 nel gruppo di intervento, pari al 26%, e 277 nel gruppo di controllo, pari al 33%.

L’aggiunta dell’ecografia è risultata associata a una riduzione significativa dell’incidenza cumulativa di tumori avanzati, con hazard ratio 0,83; IC 95,6%: 0,70-0,98; p=0,026.

L’analisi temporale ha mostrato che la differenza tra i due gruppi non è stata uniforme per tutto il follow-up. Il beneficio è emerso soprattutto tra il quarto e l’ottavo anno dall’inizio dello studio, cioè tra 48 e 96 mesi, quando le curve di incidenza dei tumori avanzati hanno iniziato a divergere in modo significativo, per poi stabilizzarsi negli anni successivi.

Nel complesso, i risultati suggeriscono che l’aggiunta dell’ecografia alla mammografia può ridurre la quota di tumori diagnosticati in stadio avanzato nelle donne di 40-49 anni. Il dato è particolarmente rilevante nelle popolazioni in cui il tessuto mammario denso è frequente, come nelle donne asiatiche, perché la densità mammaria può ridurre la sensibilità della sola mammografia.

Gli autori sottolineano che questi risultati potrebbero contribuire alla definizione futura di programmi di screening più personalizzati. Tuttavia, l’integrazione dell’ecografia va valutata tenendo conto anche di falsi positivi, sovradiagnosi, risorse disponibili, formazione degli operatori e sostenibilità organizzativa. Il dato non impone un’applicazione universale immediata, ma rafforza il razionale per strategie di screening adattate al profilo di rischio e alla densità mammaria.

Fonte: The Lancet, 2026

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(25)02319-0/abstract

Potrebbe interessarti

Contenuti simili

I più visti