Dieta mediterranea dopo il cancro: associata a minori recidive e mortalità cancro-specifica

Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea dopo una diagnosi di cancro è associata a un rischio più basso di recidiva e mortalità cancro-specifica. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Nutrients, che ha valutato il rapporto tra dieta mediterranea, recidiva oncologica e fatigue correlata al cancro nei pazienti sopravvissuti alla malattia.

La ricerca, condotta da studiosi di Cipro, ha incluso complessivamente 8 studi. Sei studi di coorte prospettici, per un totale di 6.697 pazienti, hanno fornito dati su recidiva o mortalità cancro-specifica. Due studi randomizzati controllati, per un totale di 76 partecipanti, hanno invece valutato l’impatto della dieta mediterranea sulla fatigue correlata al cancro.

Nei pazienti con maggiore aderenza alla dieta mediterranea, l’analisi combinata degli studi osservazionali ha mostrato un hazard ratio pari a 0,83 per recidiva o mortalità cancro-specifica, con IC 95% compreso tra 0,70 e 0,99. Il dato suggerisce quindi un’associazione favorevole tra questo modello alimentare e gli esiti oncologici a lungo termine.

Il beneficio appare particolarmente rilevante nei sopravvissuti al tumore del colon-retto, popolazione nella quale l’aderenza a un modello alimentare ricco di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, olio extravergine d’oliva e pesce potrebbe contribuire a un profilo metabolico e infiammatorio più favorevole.

Diverso il quadro sulla fatigue correlata al cancro. Nei due RCT disponibili, l’effetto della dieta mediterranea non ha raggiunto la significatività statistica, con differenza media pari a 0,29 e IC 95% da -0,58 a 1,16. Questo risultato va considerato preliminare, anche per il numero molto ridotto di partecipanti.

Nel complesso, la revisione suggerisce che la dieta mediterranea possa avere un ruolo nella survivorship oncologica, soprattutto come parte di un approccio integrato alla prevenzione delle recidive e alla promozione della salute a lungo termine. Tuttavia, il dato non autorizza a considerarla un intervento terapeutico autonomo né sostitutivo del follow-up oncologico.

Gli autori sottolineano la necessità di nuovi studi randomizzati, con campioni più ampi e adeguata potenza statistica, per chiarire meglio l’impatto della dieta mediterranea su recidiva, sopravvivenza, fatigue e qualità di vita. Per ora, il messaggio clinico è prudente ma concreto: promuovere una dieta mediterranea nei pazienti oncologici può rappresentare una strategia ragionevole, sostenibile e coerente con le raccomandazioni di prevenzione secondaria.

Fonte: Nutrients, 2026

https://www.mdpi.com/2072-6643/18/5/807

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