Mascolinità e cancro: l’impatto dei costrutti di genere sulla survivorship

L’influenza dei costrutti legati alla mascolinità sulla salute dei sopravvissuti al cancro di sesso maschile rappresenta un fattore spesso poco esplorato. Per approfondire questo aspetto, ricercatori statunitensi hanno condotto una revisione sistematica volta a esaminare le associazioni tra norme di mascolinità ed esiti di survivorship, inclusi salute mentale, funzionamento fisico e qualità della vita correlata alla salute (HRQoL).

La ricerca, pubblicata nel 2026 su Psycho-Oncology, evidenzia che l’adesione a norme maschili tradizionali — come autosufficienza estrema, dominanza e stoicismo — risulta frequentemente associata a esiti peggiori. In particolare, questi tratti, insieme alla percezione della malattia come una minaccia alla propria identità maschile, sono associati a un peggior stato di salute mentale, a un maggiore carico sintomatico e a una riduzione della qualità della vita.

Al contrario, emerge il ruolo di un potenziale fattore protettivo: una percezione positiva della propria identità maschile anche dopo la diagnosi oncologica. Nei pazienti che sviluppano un concetto di sé più adattivo, si osservano associazioni con migliori esiti psicosociali.

Tuttavia, la revisione evidenzia importanti limiti nella letteratura disponibile: la maggior parte degli studi è di natura trasversale e riguarda prevalentemente pazienti con carcinoma prostatico, con una limitata rappresentazione di altre neoplasie e contesti culturali.

Nel complesso, i risultati suggeriscono l’importanza di integrare la dimensione di genere nei percorsi di cura oncologica. Gli autori sottolineano la necessità di studi longitudinali e più inclusivi, nonché lo sviluppo di interventi sensibili al genere, in grado di supportare il paziente nella ridefinizione della propria identità e nel miglioramento del benessere complessivo.

Fonte: :Psycho-Oncology, 2025

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/pon.70364

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