Tumore del colon-retto: il potenziale ruolo dei farmacisti nella prevenzione
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Piccoli cali della funzione renale, anche quando i test standard risultano normali, possono indicare un rischio elevato di sviluppare malattia renale cronica in futuro. È quanto emerge da una nuova ricerca del Karolinska Institutet, pubblicata da Kidney International, che suggerisce un ripensamento nella valutazione della salute dei reni.
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 1,1 milioni di adulti nella regione di Stoccolma, tra 40 e 100 anni, e quasi 7 milioni di valori di filtrato glomerulare stimato (eGFR) raccolti tra il 2006 e il 2021. Dallo studio emerge che chi si colloca al di sotto del 25° percentile per età e sesso ha un rischio molto più alto di progressione verso l’insufficienza renale, con necessità di dialisi o trapianto. Inoltre, sia valori insolitamente bassi sia insolitamente alti di eGFR risultano associati a un aumento della mortalità.
Per aiutare i clinici a cogliere questi segnali precoci, il team ha sviluppato grafici di riferimento e un calcolatore web, liberamente accessibili, che confrontano la funzione renale di un paziente con quella della popolazione della stessa età e sesso. «Il concetto è simile alle curve di crescita pediatriche, che permettono di individuare precocemente bambini a rischio di obesità o ritardo di crescita», spiega Yuanhang Yang, primo autore dello studio.
Lo studio evidenzia anche un problema pratico: tra le persone con eGFR sopra 60 ma sotto il 25° percentile, solo un quarto aveva effettuato ulteriori test per l’albumina urinaria, fondamentale per identificare precocemente danni renali e intervenire tempestivamente. «Un esempio tipico è una donna di 55 anni con eGFR 80: un valore apparentemente normale, ma corrispondente al 10° percentile per la sua fascia di età, con rischio triplo di dover iniziare la dialisi in futuro», commenta Juan Jesús Carrero, professore al Karolinska Institutet.
La malattia renale cronica colpisce oggi circa 10-15% degli adulti nel mondo e si prevede che entro il 2040 sarà tra le prime cinque cause di anni di vita persi. La diagnosi precoce resta cruciale, perché spesso la malattia viene individuata solo dopo aver perso metà della funzione renale, limitando le opzioni terapeutiche.
Fonte: Kidney International. 2026
https://www.kidney-international.org/article/S0085-2538(25)00989-5/fulltext