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In un campione di adulti cinesi di mezza età e anziani, un livello di colesterolo remnant (RC) più elevato è stato associato a una funzione cognitiva peggiore. Questo è quanto si legge in uno studio pubblicato dal Journal of Alzheimer’s Disease, nel quale si legge anche che anche una maggiore variabilità del colesterolo remnant era associata a una prestazione cognitiva peggiore, specialmente nella funzione di memoria.
“Mancano ancora prove sulle associazioni tra colesterolo remnant e la sua variabilità, e la funzione cognitiva. Noi abbiamo voluto approfondire questo argomento” afferma Hanrui Liu, della School of Public Health, Capital Medical University, Beijing, Cina.
I ricercatori hanno reclutato partecipanti da una coorte basata sulla popolazione, il China Health and Retirement Longitudinal Study (CHARLS). La funzione cognitiva è stata valutata tramite un questionario standardizzato del CHARLS, con domini di memoria episodica e integrità mentale. È stato utilizzato un modello lineare a effetti misti per analizzare l’associazione tra colesterolo remnant e funzione cognitiva, e l’impatto della sua variabilità. Sono state inoltre esplorate potenziali differenze di sottogruppo nell’associazione tra colesterolo remnant e la sua variabilità con la funzione cognitiva.
Lo studio ha incluso 4.234 partecipanti, con età media di 57,4 anni. Ogni aumento di 10 mg/dL di colesterolo remnant è stato associato a una diminuzione di 0,053 punti, 0,021 punti, e 0,032 punti nei punteggi di funzione cognitiva globale, memoria episodica e integrità mentale. Rispetto alle persone raggruppate nel primo terzile di variabilità del colesterolo remnant, quelle che erano nel terzo terzile hanno mostrato un livello inferiore nella cognizione globale e nella memoria episodica dopo l’aggiustamento per variabili confondenti. Sono stati inoltre identificati i potenziali effetti di modifica del livello di istruzione sul colesterolo remnant e la sua variabilità in relazione alla funzione cognitiva.
Fonte : J Alzheimers Dis. 2024