Screening mammografico: l’IA supera la doppia lettura umana
Uno studio condotto da ricercatori svedesi e danesi, pubblicato nel 2026 sulla rivista The Lancet, ha analizzato l’impatto dell’intelligenza […]
Una ricerca della Texas A&M University, mostra come piccole dosi di caffeina possano attivare cellule ingegnerizzate per modifiche genetiche mirate. Utilizzando un approccio di chemogenetica, gli scienziati hanno combinato CRISPR con nanobody e proteine bersaglio per creare cellule programmabili che si accendono solo al contatto con caffeina.
Basta una dose moderata — contenuta in un caffè, cioccolato o bibita — per attivare l’editing genetico.
Le applicazioni potenziali sono ampie: attivare cellule T contro i tumori in modo controllato, modulare risposte immunitarie e persino aumentare la produzione di insulina nei diabetici. Studi su animali mostrano che anche metaboliti della caffeina, come la teobromina del cioccolato, possono stimolare lo stesso effetto.
Non si tratta di curare il cancro bevendo caffè, ma di usare composti comuni come segnali precisi per terapie cellulari e geniche. Un passo avanti verso trattamenti personalizzabili e modulabili in sicurezza, usando molecole già conosciute e ben tollerate.
Fonte: Texas A&M University su articolo Reprogramming chemically induced dimerization systems with genetically encoded nanobodies, pubblicato da Science il 20/10/2025
https://pubs.rsc.org/zh-hans/content/articlehtml/2025/sc/d5sc05703e?utm_source=chatgpt.com