MRGE e bruxismo: confermata un’associazione anche se con cautela

Secondo una revisione pubblicata su Brazilian Oral Research, la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) e il bruxismo mostrano una relazione positiva nella maggior parte degli studi disponibili. Tuttavia, l’eterogeneità metodologica e la presenza di numerosi fattori confondenti limitano la solidità delle conclusioni cliniche.

MRGE e bruxismo sono condizioni frequenti e potenzialmente interconnesse, ma studiate con approcci molto diversi: Noi abbiamo riassunto la letteratura disponibile sull’associazione tra reflusso gastroesofageo e bruxismo, includendo anche una lettura bibliometrica dell’evoluzione della ricerca in questo ambito.

I ricercatori hanno condotto una ricerca sistematica nel giugno 2024, aggiornata nell’ottobre 2025, su database elettronici e letteratura grigia. Sono stati inclusi case report, trial clinici e studi osservazionali che valutavano l’associazione tra MRGE e bruxismo in soggetti di qualsiasi età, purché non presentassero malattie sistemiche, sindromi o disturbi neuromotori. La selezione degli studi e l’estrazione dei dati sono state eseguite indipendentemente da due revisori.

In totale, sono stati inclusi 22 articoli, sei case report, sei studi trasversali, quattro studi caso-controllo e sei studi clinici, per un totale di 15.889 partecipanti. La popolazione era composta per il 73,4% da donne, con età media di 44,5 anni. Tutti gli studi, tranne tre studi trasversali, riportavano un’associazione tra MRGE e bruxismo. Un elemento di particolare interesse riguarda gli studi clinici, che hanno mostrato in modo abbastanza coerente come l’acidificazione esofagea, sia sperimentalmente indotta sia presente nei pazienti con MRGE, si associ a un aumento della frequenza oraria dell’attività ritmica dei muscoli masticatori, dei brevi burst e degli episodi di attività ritmica con digrignamento. In due trial clinici che hanno valutato gli inibitori della pompa protonica, il trattamento si associava a una riduzione della frequenza di tale attività muscolare. Il quadro resta però incompleto.

Solo uno studio clinico ha valutato il bruxismo da svegli, mentre due studi osservazionali hanno analizzato il bruxismo del sonno. Inoltre, le modalità di diagnosi di MRGE e bruxismo, i criteri di inclusione, gli strumenti di misurazione e il controllo dei confondenti variavano in modo rilevante tra gli studi. Questo fatto rende difficile trasformare l’associazione osservata in una conclusione causale o in una raccomandazione clinica forte. La revisione ha incluso anche un’analisi bibliometrica, che ha individuato nove cluster di autori e 17 reti di collaborazione. La produzione scientifica risulta ancora concentrata soprattutto in Giappone, ma con una crescita globale marcata tra il 2018 e il 2025; tale situazione riflette un interesse sempre più interdisciplinare, tra odontoiatria, gastroenterologia, medicina del sonno e fisiologia neuromuscolare.

La nostra revisione suggerisce che MRGE e bruxismo siano associati, e che l’acidificazione esofagea possa avere un ruolo nell’attivazione dell’attività muscolare masticatoria in alcuni pazienti. Allo stesso tempo, sottolineiamo che le evidenze non sono ancora sufficienti per definire con precisione direzione, forza e rilevanza clinica del rapporto. Servono studi più omogenei, con criteri diagnostici condivisi e migliore controllo dei fattori confondenti, per capire se il trattamento della MRGE possa incidere in modo prevedibile sul bruxismo e in quali sottogruppi di pazienti.

Fonte: Braz Oral Res. 2026

https://www.scielo.br/j/bor/a/bkThyxZq6sLxF9K3ZY6QRyv/?lang=en

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