MRGE refrattaria: durata di malattia e ansia aumentano il rischio, l’attività fisica è protettiva

Nei pazienti con malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), la forma refrattaria è associata a una maggiore durata della malattia, alla presenza di ansia e a livelli insufficienti di attività fisica, secondo uno studio multicentrico pubblicato sul World Journal of Gastroenterology, che analizza in modo sistematico le caratteristiche cliniche e i fattori di rischio della MRGE refrattaria nella pratica clinica.

“Una quota rilevante di pazienti con MRGE continua a presentare sintomi persistenti nonostante il trattamento, ma i fattori che contribuiscono a questa refrattarietà sono ancora poco definiti” spiega Nan Zhang, della Shanghai University of Traditional Chinese Medicine, Shanghai, Cina, primo nome dello studio.

La ricerca ha adottato un disegno trasversale multicentrico e ha coinvolto 18 centri medici di Shanghai. Tutti i partecipanti hanno compilato questionari dettagliati volti a raccogliere informazioni su caratteristiche demografiche, abitudini alimentari e stili di vita, manifestazioni cliniche, sintomi somatici, stato mentale e psicologico e qualità di vita. Le differenze tra pazienti con MRGE refrattaria e non refrattaria sono state inizialmente analizzate mediante analisi univariate. Successivamente, è stata applicata un’analisi di regressione logistica binaria multivariata con procedura stepwise per identificare i fattori associati alla MRGE refrattaria. Lo studio ha incluso complessivamente 911 pazienti con diagnosi di MRGE. Di questi, 256 (28,1%) presentavano una forma refrattaria, mentre 655 (71,9%) avevano una forma della malattia non refrattaria. Rispetto ai pazienti con forma non refrattaria, quelli con MRGE refrattaria risultavano più anziani, con una durata di malattia più lunga e con punteggi più elevati dei sintomi tipici di reflusso. Inoltre, mostravano una maggiore frequenza di sintomi atipici, una maggiore tendenza all’eccesso alimentare, una più alta prevalenza di sintomi somatici, nonché una maggiore comorbidità con ansia e depressione e una qualità di vita più compromessa. L’analisi di regressione logistica binaria ha identificato la durata della malattia e la presenza di ansia come fattori di rischio significativi per la forma refrattaria. Al contrario, lo svolgimento di almeno 90 minuti settimanali di attività fisica a intensità moderata è emerso come fattore protettivo nei confronti della refrattarietà della malattia. “La nostra analisi delinea un profilo clinico e comportamentale specifico dei pazienti con MRGE refrattaria e può offrire spunti utili per la gestione clinica della patologia e per lo sviluppo di interventi non farmacologici mirati” concludono gli autori.

Fonte: World J Gastroenterol. 2025

https://www.wjgnet.com/1007-9327/full/v31/i45/113060.html

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