L’onere globale della malattia da reflusso gastroesofageo nelle donne in età fertile è in crescita
Un’analisi pubblicata su Frontiers in Global Women’s Health ha valutato per la prima volta in modo sistematico l’onere […]
Da tempo si sospetta che il reflusso gastroesofageo sia frequente nei bambini affetti da labiopalatoschisi, ma la mancanza di metodiche diagnostiche affidabili ha finora impedito di definirne la reale incidenza. Un recente studio pubblicato sul British Journal of Oral and Maxillofacial Surgery ha provato a colmare questa lacuna, valutando la prevalenza del reflusso acido nei bambini con labiopalatoschisi isolata o associata, prima dell’intervento chirurgico primario.
“Il nostro obiettivo era quello di comprendere se e quanto il reflusso gastroesofageo potesse rappresentare una patologia concomitante nei piccoli pazienti con malformazioni orofacciali, così da migliorare la gestione multidisciplinare preoperatoria” spiega Martin Schils, del Queen Fabiola Children’s University Hospital, ULB, Bruxelles, Belgio, autore principale del lavoro.
Lo studio retrospettivo ha incluso 234 bambini valutati tra gennaio 1988 e dicembre 2017 in un centro accademico di riferimento. I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi diagnostici: 52 con labbro leporino isolato (CL), 87 con palatoschisi (CP) e 95 con labiopalatoschisi (CLP). Tutti sono stati sottoposti a pH-metria esofagea nelle settimane precedenti l’intervento chirurgico correttivo, al fine di misurare in modo oggettivo la presenza e l’entità del reflusso acido. I risultati hanno mostrato che la prevalenza di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) acida era del 17,02% nel gruppo CL, del 16,09% nel gruppo CP, e del 19,38% nel gruppo CLP. Non sono emerse differenze statisticamente significative tra i gruppi rispetto all’indice di reflusso o agli altri parametri secondari della pH-metria.
Questi dati indicano che quasi un neonato su cinque con labiopalatoschisi presenta una forma clinicamente rilevante di MRGE già prima della chirurgia correttiva. Gli autori sottolineano come la valutazione gastroenterologica e il monitoraggio a lungo termine dovrebbero entrare a far parte del protocollo multidisciplinare di presa in carico dei bambini con malformazioni orofacciali, per prevenire complicanze respiratorie e nutrizionali correlate al reflusso. “Il nostro lavoro contribuisce a ridefinire l’approccio diagnostico e terapeutico a una popolazione pediatrica complessa, in cui la collaborazione tra chirurghi maxillo-facciali, gastroenterologi e neonatologi appare essenziale per migliorare gli esiti globali di salute” concludono i ricercatori.
Fonte: Br J Oral Maxillofac Surg. 2025
https://www.bjoms.com/article/S0266-4356(25)00562-5/abstract