Tumori: nelle donne migliore sopravvivenza, ma maggiore incidenza di tossicità

Uno studio pubblicato nel 2026 sul Journal of the National Cancer Institute ha analizzato l’associazione tra sesso dei pazienti, sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e insorgenza di eventi avversi gravi in pazienti trattati per tumori solidi avanzati.

L’analisi, basata su una meta-analisi di dati individuali dei partecipanti (IPD), ha incluso 20.806 pazienti provenienti da 39 studi clinici di fase II–III relativi a 12 diverse tipologie di tumori.

I risultati mostrano che il sesso femminile è associato a esiti di efficacia migliori. In particolare, le donne presentano un rischio di morte inferiore del 21% rispetto agli uomini (HR 0,79) e un rischio di progressione della malattia ridotto del 16% (HR 0,84).

Sul piano della sicurezza, è stata invece osservata una maggiore incidenza di eventi avversi gravi (grado =3) nelle pazienti di sesso femminile, con un incremento del rischio pari al 12%.

Nel complesso, i dati indicano l’esistenza di differenze rilevanti negli esiti oncologici in funzione del sesso, con un profilo caratterizzato da maggiore beneficio in termini di sopravvivenza ma anche da una più elevata probabilità di tossicità.

Secondo gli autori, questi risultati evidenziano l’importanza di considerare il sesso come variabile clinica nei trial e nella pratica oncologica, al fine di migliorare la stratificazione del rischio e supportare approcci terapeutici più personalizzati.

Fonte: Journal of the National Cancer Institute, 2026

https://academic.oup.com/jnci/advance-article/doi/10.1093/jnci/djag046/8487769?login=false

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