Tumore del colon-retto: il potenziale ruolo dei farmacisti nella prevenzione

Nonostante la disponibilità di strategie di screening consolidate, il tumore del colon-retto continua a rappresentare una sfida sanitaria globale rilevante, configurandosi come la terza neoplasia più diagnosticata e la seconda causa di morte oncologica a livello mondiale. In questo contesto, emerge il potenziale ruolo del farmacista come figura di prossimità in grado di favorire l’accesso allo screening e l’identificazione precoce dei soggetti a rischio.

Una revisione sistematica, condotta da ricercatori in Slovacchia e Regno Unito e pubblicata su Current Oncology nel 2026, ha analizzato il contributo degli interventi condotti dai farmacisti in questo ambito. L’analisi ha incluso un numero limitato di studi (n=4), focalizzati su tre principali aree operative: promozione della consapevolezza sullo screening, distribuzione dei test immunochimici fecali (FIT) e attività di counselling per l’indirizzamento ai servizi specialistici.

Nel complesso, gli studi analizzati riportano un aumento della partecipazione ai programmi di screening, un miglioramento della consapevolezza dei pazienti sui fattori di rischio e un incremento dei tassi di invio ai centri di riferimento. Tuttavia, l’eterogeneità metodologica e il numero limitato di evidenze disponibili richiedono cautela nell’interpretazione dei risultati.

Gli autori sottolineano quindi come il coinvolgimento delle farmacie territoriali possa rappresentare un’opportunità per rafforzare i programmi di screening del tumore del colon-retto. Resta tuttavia necessario sviluppare studi prospettici e trial con disegni metodologici più robusti per valutare in modo più preciso l’impatto di questi interventi sulla salute pubblica.

Fonte: Current oncology, 2026

https://www.mdpi.com/1718-7729/33/3/177

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