Fattori multilivello che condizionano la partecipazione allo screening del cancro del colon-retto
Il tumore del colon-retto (CRC) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità oncologica a livello mondiale. Sebbene lo […]
Il tumore del colon-retto (CRC) rappresenta quasi il 10% dei casi di cancro a livello globale ed è la seconda causa di mortalità correlata a neoplasie maligne. Mentre l’età e la genetica siano fattori di rischio non modificabili, la nutrizione e il suo impatto sul microbiota intestinale stanno emergendo come determinanti chiave nella prevenzione e nella gestione del CRC.
María José García Mansilla e colleghi hanno eseguito una valutazione sistematica con l’obiettivo di esaminare in modo approfondito l’evidenza recente sul ruolo della dieta e degli interventi mirati al microbiota – inclusi probiotici, prebiotici, simbiotici e postbiotici – nella modulazione del rischio di CRC e degli outcome terapeutici. Seguendo le linee guida PRISMA, è stata eseguita un’esplorazione esaustiva della letteratura fino a luglio 2025 alla ricerca di lavori pertinenti. Gli esperti hanno selezionato 36 studi ritenuti idonei. Le diete di tipo occidentale sono costantemente associate a disbiosi del microbiota, all’arricchimento di taxa pro-infiammatori e genotossici e a un rischio di CRC elevato.
Le diete ricche di fibre e polifenoli hanno favorito la produzione, da parte del microbiota commensale, di acidi grassi a catena corta (SCFA), come il butirrato, i quali hanno effetti anti‑infiammatori e antitumorali. Probiotici, prebiotici e postbiotici hanno dimostrato un potenziale nel ripristinare l’equilibrio del microbiota, migliorare l’integrità dell’epitelio (intestinale) e aumentare la tollerabilità alle terapie convenzionali. Gli Autori concludono che l’evidenza attuale supporta una complessa interazione tra nutrizione, microbiota intestinale e CRC, con un forte potenziale traslazionale. Le strategie nutrizionali che modulano il microbiota, in particolare le diete ricche di fibre e i simbiotici, mostrano i benefici più coerenti correlati al microbiota nella prevenzione del CRC e rappresentano promettenti coadiuvanti alle terapie standard.
Tuttavia, gran parte della ricerca disponibile si basa ancora su modelli preclinici. Pertanto, vi è un’urgente necessità di studi clinici ben progettati su popolazioni umane per convalidare questi risultati e informare le linee guida basate sull’evidenza.
Fonte: Nutrients. 2025
https://www.mdpi.com/2072-6643/17/22/3565