Riabilitazione cognitiva nel paziente oncologico: benefici su funzioni soggettive e oggettive

La riabilitazione cognitiva può migliorare sia la percezione soggettiva sia le performance cognitive oggettive nei pazienti oncologici adulti con deficit cognitivo correlato al cancro. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi a coppie e network meta-analisi pubblicata sull’International Journal of Nursing Studies.

Lo studio, condotto a Hong Kong, ha incluso 31 trial randomizzati controllati, per un totale di 2.769 partecipanti. L’obiettivo era sintetizzare e confrontare l’efficacia dei diversi interventi di riabilitazione cognitiva sul miglioramento della funzione cognitiva soggettiva e oggettiva nei pazienti adulti con cancro.

I risultati aggregati mostrano benefici statisticamente significativi, con dimensioni dell’effetto diverse a seconda dei domini analizzati. Gli effetti sono risultati più contenuti per la funzione cognitiva soggettiva e per alcuni domini oggettivi, come abilità visuospaziali, funzione motoria e linguaggio. Effetti di entità moderata sono stati invece osservati per la funzione cognitiva oggettiva globale, l’attenzione/concentrazione, la funzione esecutiva, l’apprendimento e la memoria.

L’analisi per sottogruppi ha mostrato che la riabilitazione cognitiva non tecnologica è risultata superiore a quella assistita dalla tecnologia solo per la funzione cognitiva oggettiva globale. Per gli altri outcome, le differenze tra approcci tecnologici e non tecnologici non hanno raggiunto la significatività statistica.

La network meta-analisi ha inoltre permesso di distinguere gli interventi più promettenti per specifici domini. L’allenamento alle strategie compensatorie assistito dalla tecnologia si è classificato al primo posto per la funzione cognitiva soggettiva. Le strategie compensatorie non tecnologiche sono risultate più efficaci per attenzione/concentrazione e funzione esecutiva. Il cognitive training assistito dalla tecnologia ha ottenuto il ranking più favorevole per apprendimento e memoria.

La meta-regressione ha identificato due possibili moderatori dell’efficacia: la durata del follow-up dopo l’intervento e il completamento del trattamento oncologico primario. Questi elementi suggeriscono che il momento in cui viene proposta la riabilitazione e la durata dell’osservazione possono influenzare la misurazione del beneficio.

Nel complesso, lo studio conferma l’utilità della riabilitazione cognitiva nel trattamento del deficit cognitivo correlato al cancro, con benefici particolarmente rilevanti sui domini oggettivi di attenzione, funzione esecutiva, apprendimento e memoria. Gli autori sottolineano anche la necessità di valutazioni più standardizzate e integrate delle funzioni cognitive, per rendere più confrontabili gli studi futuri.

Fonte: International Journal of Nursing Studies, 2025

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0020748925003086

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