Tumori e fertilità maschile: i sei fattori che alimentano il distress riproduttivo

I pazienti oncologici maschi in età riproduttiva riferiscono livelli moderatamente elevati di preoccupazioni legate alla fertilità e alla futura genitorialità. Lo indica una revisione sistematica pubblicata su Frontiers in Public Health, che ha analizzato i fattori associati al distress riproduttivo nei pazienti con cancro.

La revisione, aggiornata a dicembre 2024, ha incluso 15 studi per un totale di 2.741 pazienti, selezionati da banche dati internazionali. L’obiettivo era descrivere lo stato delle preoccupazioni riproduttive nei pazienti oncologici maschi in età fertile e identificare i principali fattori che ne influenzano l’intensità.

Secondo gli autori, i trattamenti oncologici, tra cui chemioterapia, radioterapia e chirurgia, possono compromettere in misura variabile la funzione riproduttiva maschile, incidendo sulla spermatogenesi, sui livelli ormonali e sulla percezione della fertilità futura. Da qui può derivare un disagio che non riguarda solo la dimensione biologica, ma anche quella psicologica, relazionale e sociale.

La revisione ha identificato sei gruppi principali di fattori associati alle preoccupazioni riproduttive: caratteristiche sociodemografiche; tipo di tumore e trattamenti ricevuti; aspetti legati a riproduzione e fertilità; qualità delle relazioni sociali; accesso alla preservazione della fertilità; fattori psicologici individuali.

Tra gli elementi più rilevanti emergono la giovane età, l’assenza di figli, lo stato civile, il livello di istruzione, la prognosi, il tipo di trattamento, il timore di recidiva, il desiderio di genitorialità e la possibilità di ricevere informazioni chiare sulla preservazione della fertilità. Anche il supporto del partner, della famiglia e dei professionisti sanitari può influenzare il modo in cui il paziente affronta il problema.

Gli autori sottolineano che un’esposizione prolungata a livelli moderati o elevati di preoccupazioni riproduttive può favorire ansia, depressione e difficoltà di adattamento alla malattia e ai trattamenti. Per questo, il tema della fertilità non dovrebbe essere affrontato solo dopo la terapia, ma discusso precocemente, idealmente prima dell’avvio dei trattamenti potenzialmente gonadotossici.

Nel complesso, la revisione evidenzia la necessità di integrare la consulenza sulla fertilità nei percorsi oncologici rivolti agli uomini in età riproduttiva. Informazioni tempestive, accesso alla crioconservazione del seme, supporto psicologico e comunicazione personalizzata possono ridurre il distress riproduttivo e aiutare i pazienti ad affrontare in modo più consapevole diagnosi, trattamento e prospettive di vita futura.

Fonte: Frontiers in Public Health, 2026;14:1803648. DOI: 10.3389/fpubh.2026.1803648.8

https://www.frontiersin.org/journals/public-health/articles/10.3389/fpubh.2026.1803648/full

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