BRCA1 meno frequente nel lobulare, BRCA2 possibile segnale opposto: cosa dice la meta-analisi

Le mutazioni germinali di BRCA1 e BRCA2 sembrano distribuirsi in modo diverso tra carcinoma mammario lobulare invasivo, ILC, e carcinoma duttale invasivo, IDC. Lo indica una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata sull’European Journal of Cancer, che ha valutato l’associazione tra stato mutazionale BRCA1/2 e sottotipo istologico del tumore mammario.

L’analisi ha incluso 12 studi pubblicati tra il 1998 e il 2025, per un totale di 8.004 donne con carcinoma mammario. L’obiettivo era chiarire se le mutazioni germinali di BRCA1 e BRCA2 fossero associate in modo differente ai due principali istotipi invasivi, lobulare e duttale.

Il risultato più solido riguarda BRCA1. Le mutazioni di questo gene sono risultate significativamente meno frequenti nelle pazienti con carcinoma lobulare invasivo rispetto a quelle con carcinoma duttale invasivo, con summary odds ratio, SOR, pari a 0,32 (IC 95%: 0,16-0,65). La differenza tra l’associazione di BRCA1 e quella di BRCA2 con l’istotipo tumorale è risultata statisticamente significativa, con p<0,001.

Per BRCA2 il quadro è più sfumato. Nell’analisi complessiva di tutti gli studi, non è emersa un’associazione statisticamente significativa tra mutazione BRCA2 e istotipo lobulare rispetto al duttale, con SOR 1,28 (IC 95%: 0,95-1,72). Tuttavia, restringendo l’analisi agli studi a minor rischio di bias, le mutazioni di BRCA2 sono risultate più frequenti nell’ILC rispetto all’IDC, con SOR 2,56 (IC 95%: 1,15-5,70).

Questo significa che il segnale su BRCA2 va letto con maggiore cautela rispetto a quello su BRCA1. La tendenza verso una maggiore rappresentazione di BRCA2 nel carcinoma lobulare è plausibile e coerente con alcune osservazioni precedenti, ma appare meno consolidata perché dipende dalla selezione degli studi metodologicamente più robusti.

Nel complesso, la meta-analisi suggerisce due profili distinti. BRCA1 risulta più tipicamente associato al carcinoma duttale invasivo, mentre BRCA2 potrebbe avere una maggiore relazione con l’istotipo lobulare, almeno negli studi con minore rischio di bias.

Il dato ha interesse clinico perché ILC e IDC non sono semplici varianti morfologiche della stessa malattia. Presentano differenze biologiche, diagnostiche e terapeutiche, e una diversa distribuzione delle mutazioni germinali potrebbe contribuire a migliorare la stratificazione del rischio e l’indicazione al test genetico.

La conclusione, tuttavia, deve restare prudente. La meta-analisi si basa su studi eterogenei per popolazione, criteri di selezione, indicazioni al test genetico, epoca di arruolamento e definizione istologica. Inoltre, il dato non implica che il test BRCA debba essere guidato dal solo istotipo tumorale.

Per la pratica clinica, il messaggio è che il sottotipo istologico può aggiungere informazioni al profilo di rischio, ma deve essere integrato con età alla diagnosi, familiarità, bilateralità, sottotipo molecolare, storia personale e criteri clinici già utilizzati per la consulenza genetica.

In sintesi, la meta-analisi rafforza l’associazione tra BRCA1 e carcinoma duttale invasivo e segnala una possibile maggiore frequenza di BRCA2 nel carcinoma lobulare invasivo. Servono però ulteriori studi prospettici e coorti meno selezionate per chiarire quanto questo dato debba influenzare i percorsi di test genetico e la stratificazione del rischio.

Fonte: European Journal of Cancer, 2026

https://www.ejcancer.com/article/S0959-8049(26)00472-7/abstract

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