Tumori ovarici borderline: recidiva e trasformazione maligna

I tumori ovarici borderline (BOT) colpiscono frequentemente le donne in età riproduttiva. La chirurgia con preservazione della fertilità (FSS) viene comunemente offerta, ma il rischio di recidiva varia in base all’approccio chirurgico e al sottotipo istologico, mentre il rischio di trasformazione maligna non è ancora completamente definito. Angeliki Taniskidi e i suoi collaboratori hanno eseguito una revisione sistematica e una meta-analisi con l’obiettivo di quantificare i rischi di recidiva e di trasformazione maligna a seguito di differenti strategie chirurgiche per i BOT.

È stata condotta un’esplorazione approfondita della letteratura alla ricerca di lavori condotti su donne adulte con diagnosi istologicamente confermata di BOT sottoposte a FSS – cistectomia unilaterale o bilaterale, salpingo-ooforectomia unilaterale (USO) o USO con cistectomia controlaterale – o a stadiazione chirurgica radicale (svuotamento pelvico). Le meta-analisi sono state eseguite con modelli a effetti casuali, producendo stime aggregate del rischio con intervalli di confidenza al 95% (IC95%); l’eterogeneità è stata valutata mediante I2.

La qualità metodologica è stata verificata utilizzando lo strumento MINORS. Alla fine, gli esperti hanno selezionato 41 documenti ritenuti idonei, per un totale di 5364 donne, con un follow-up compreso tra 7 mesi e 15 anni. La recidiva dopo FSS è risultata più elevata a seguito di procedure basate sulla cistectomia: 0.31 (IC al 95% = 0.15-0.47; I2 = 97.24%) dopo cistectomia unilaterale e 0.41 (0.26-0.57; I2 = 80.59%) dopo cistectomia bilaterale.

Un tasso di recidiva inferiore è stato osservato dopo USO (0.13; 0.10-0.16; I2 = 81.55%) e dopo USO con cistectomia controlaterale (0.31; 0.17-0.45; I2 = 91.40%). La chirurgia radicale è apparsa associata al minor rischio di recidiva (0.03; 0.02-0.04; I2 = 26.42%). Nei BOT sierosi, la recidiva dopo cistectomia è stata di 0.29 (0.23-0.56) e dopo USO di 0.15 (0.09-0.24). Nei BOT mucinosi, le stime corrispondenti sono risultate pari a 0.26 (0.14-0.38) e 0.08 (0.02-0.13).

Una trasformazione maligna complessiva si è verificata nell’1% delle donne (0.01; 0.01-0.02), ma ha mostrato un incremento sostanziale a seguito di recidiva (0.22). Gli Autori concludono che la FSS basata sulla cistectomia si associa a una frequenza di recidiva significativamente più elevata rispetto agli approcci basati sull’ooforectomia o alla chirurgia radicale. Sebbene la trasformazione maligna sia complessivamente rara, il suo marcato aumento dopo recidiva evidenzia la necessità di un counseling personalizzato in base all’istologia e di una sorveglianza a lungo termine adattata al rischio. (PROSPERO: CRD420251172155)

Fonte: Anticancer Res. 2026

https://ar.iiarjournals.org/content/46/5/2831

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